Alla seconda visione, Moonlight risplende d’una luce degna del titolo

Nel film inaugurale della Festa di Roma, i tre attori che fanno il protagonista di pochissime parole a diverse età sono mirabili. Il più piccolo che apre e chiude il film ha uno sguardo indimenticabile. Da seguire con attenzione anche i personaggi minori.

Alla seconda visione, Moonlight risplende d’una luce degna del titolo

Una scena del film "Moonlight" (immagine di Youtube)

E’ capitato di vedere due volte nella stessa giornata “Moonlight”, il film inaugurale della Festa di Roma. La prima volta era a tratti bellissimo e ad altri segnava il passo. Rivisto la sera, senza doverne seguire la trama, il film risplende di una luce degna del titolo, spiegato nei dialoghi: “Al chiaro di luna, i ragazzi neri appaiono blu”. Barry Jenkins è un regista di attori; da seguire con attenzione anche i personaggi minori. C’è un pusher di strada con le treccine che sembra uno vero prelevato direttamente dal ghetto di Miami. I tre attori che fanno il protagonista di pochissime parole a diverse età sono mirabili. Il più piccolo che apre e chiude il film ha uno sguardo indimenticabile. Il presidente Sergio Mattarella, presente in sala, li ha ringraziati affettuosamente uno per uno. Assai ambiti gli inviti alla “after party”, offerta dall’ambasciatore degli Stati Uniti John Phillips, in onore della Festa e di Tom Hanks a Villa Taverna. Alla proiezione e alla cena c’erano i ministri Dario Franceschini, Pier Carlo Padoan e Maria Elena Boschi, lei in abito rosso lungo. Erano molto le donne in abito da sera, tra cui Piera Detassis (presidente della Fondazione cinema per Roma e direttrice di Ciak), Marina e Benedetta Cicogna, Daniela Santanchè (con Dimitri d’Asburgo Lorena), Paola Mainetti (con il marito Valter) e Francesca Lo Schiavo (con il marito scenografo Dante Ferretti, entrambi premio Oscar).

 



 

Tra gli ospiti c’erano Claudia Cardinale, che nel pomeriggio aveva consegnato Il Premio alla carriera a Tom Hanks, il divo stesso e la moglie Rita Wilson, Marina Valensise e il fratello Michele, segretario generale della Farnesina, Giampaolo e Rossana Letta, Christian Rocca, Gianni e Maddalena Letta, Jas Gawronski e Maria Sole Vismara, Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, Pino Brusone, ex dg di Armani, le produttrici Guendalina Ponti e Adriana Chiesa, Luigi Abete di Bnl (Main Sponsor della Festa) e la fidanzata Desirée Colapietro – ufficio stampa – Andrea Monda (docente di religione alla Gregoriana) e sua moglie Elvira, come la cognata Jacquie Greaves Monda (elegantissima in abito blu notte), cuoca straordinaria, e tanti altri. C’erano lunghi tavoli grondanti leccornie per tutti i gusti, inclusi quelli salutisti, e ottimi vini. Posti a sedere dentro e soprattutto fuori sulla terrazza riscaldata. Una delle sezioni più gustose e di qualità della Festa di Roma sin dall’esordio, sono gli Incontri ravvicinati con attori e registi organizzati e condotti da Antonio Monda.

 

Era molto meglio sentire Tom Hanks parlare di cinema che ascoltarlo disquisire di politica, con banalità conformiste de’ sinistra, tipiche degli artisti di tutto il pianeta, che provocano applausi sicuri da platee di wannabe starfuckers – i giornalisti di cinema in testa. Gli spezzoni da “La guerra di Charlie Wilson” (2007), con l’impareggiabile e compianto Phillip Seymour Hoffman, erano i più emozionanti. Hanks dice che i tre giorni serviti per girare la lunga scena con Hoffman nel ruolo di un agente dell’Intelligence, era il punto più alto (“peak experience”) di tutta la sua lunga, gloriosa carriera. Extremely boring la conferenza stampa-comizio di Oliver Stone per il film “Snowden”, canonizzazione del tecnico informatico spione che ha rubato e diffuso sui maggiori quotidiani, informazioni riservate sulla sorveglianza delle agenzie d’intelligence statunitensi. L’unica notizia a noi nuova è che Snowden è epilettico. Il regista era tonitruante su Obama che ha tradito non riformando l’uso della sorveglianza di stato, Hillary criminale guerrafondaia e peggio di Trump, e altre amenità deliranti. Oliver era in abito blu e camicia azzurra, insolitamente elegante rispetto al suo look abituale da letto disfatto.

 


Claudia Cardinale consegna a Tom Hanks il Premio alla carriera (foto LaPresse)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi