Arisa è cattiva e fa arrabbiare il pubblico. Ma i bootcamp di X-Factor divertono. Le pagelle

X-Factor entra nel vivo. Con la puntata di ieri i quattro giudici hanno scelto gli ultimi artisti da portare agli home visit, da cui salteranno fuori i dodici che si sfideranno dal vivo per la vittoria finale. Ecco le nostre pagelle sulla puntata di ieri, una delle più divertenti finora
Arisa è cattiva e fa arrabbiare il pubblico. Ma i bootcamp di X-Factor divertono. Le pagelle

Manuel Agnelli, Arisa e Alvaro Soler (foto da xfactor.sky.it)

X-Factor entra nel vivo. Con la puntata di ieri i quattro giudici hanno scelto gli ultimi artisti da portare agli home visit, da cui salteranno fuori i dodici che si sfideranno dal vivo per la vittoria finale. Ecco le nostre pagelle sulla puntata di ieri, una delle più divertenti finora.

 

Signore e signori, presenta il difficilmente sostituibile: Alessandro Cattelan. Zero sbavature. Era e resta promosso.

 

Arisa è improvvisamente cattiva. Che non ha nulla a che fare con l’essere legittimamente esigente. E noi, a malincuore, questa volta la bocciamo per ostentazione di acidità.

 

Agnelli è sempre tagliente. La sua lama è precisa, le critiche chirurgiche. Promosso.

 

Fedez sfotte. Se lui parla, noi ridiamo. Quasi sempre. Promosso.

 

Alvaro è competente. Raffinato. Forse troppo per la dinamicità elettrica del programma. Promosso con riserva.

 

Sono 12 i concorrenti che potranno accedere agli home visit, ultima tappa prima del live. Eccoli.

 

“Statemi vicino e siate solidali”, chiede Arisa severa, prima di cominciare.

 

Lorenzo Arciero è il primo. Canta Lana Del Rey. Il timbro è pieno. Non ci convince. 

 

“Se io fossi Arisa…”, osa Alvaro, “…avresti delle tette enormi”, ringhia lei prima di chiedere al concorrente il ritornello di “All’alba vincerò”. A cappella.

 

Tocca a Enrico Matheis. I rasta raccolti in una coda. Arisa non è convinta: vuole sentire altri registri della sua voce. “Un pezzo de Il volo?”, sfotte Fedez. E invece lei vuole “Volare”. Nemmeno a dirlo: a cappella. “Non puoi pretendere 4 ottave da ogni cantante”, le fa notare Agnelli. “Sai tesoro non cerco questo, cerco un’attitudine”, risponde lei piccata. “Fagli fare delle flessioni”, consiglia Agnelli. Applausi.

 

Torna Federico Baroni, quello che aveva cantato per la mamma che si arrabbiava perché andava a suonare in Via del Corso. “Sei un imbonitore”, lo demolisce subito Fedez. “Ma le classifiche sono piene di gente così”, fa notare prontamente Agnelli. E come dargli torto. Federico prende posto. Per poco. Per noi era già bocciato dai casting.

 

 

Le sedie sono tutte piene.

 

Lorenzo Aleandri porta i Nirvana. Energia aggressiva. Il pubblico fischia. I giudici titubano (“mi sono preoccupato per le tue corde vocali”, dice Soler). Arisa, ovviamente, no. E lo fa sedere. Per noi è bocciato.

 

Marco Ferreri aveva cantato “Sex machine” di James Brown ai casting. Cioè: aveva ballato. Stavolta ha delle voragini sui jeans (e anche l’abito fa il monaco, per noi). Ma azzecca il pezzo, non balla e la sua voce emoziona. Si prende la prima standing della serata. Seduto. E Promosso.

 

 

Salvatore Misiano porta Luigi Tenco, “Mi sono innamorato di te”. Noi di lui. “Hai una voce senza tempo”, gli dice Arisa che fa alzare quello che la mamma non voleva che cantasse in via del Corso. Promosso. Sia Salvatore sia lo switch.

 

 

Gabriele Esposito ha 17 anni. Gli occhi e il sorriso puliti della minore età. “Se Arisa non ti dà la sedia, mi incateno alla telecamera che la inquadra”, intima Agnelli. Lei lo fa sedere al posto di Enrico che così può smettere di piangere per la paura di essere eliminato. Ancora doppia promozione: sia per il concorrente che per il cambio.

 

E’ la volta di Lorenzo Lumia, in arte Loomy. Ricordate quello che nella vita legge i contatori? Lui. Porta Max Gazzè condito con un accenno mal riuscito di freestyle. “Secondo me non te lo porti ai live”, sussura Agnelli all’orecchio di Arisa. E invece: “Il nostro ruolo è anche quello di intravedere delle potenzialità”, spiega lei al pubblico indemoniato. Quindi se lo tiene e fa alzare Gabriele, il diciassettenne col sorriso pulito della minore età, di cui sopra. Peccato.

 

“Non cerco la perfezione, non mi piace”, sottolinea Arisa incandescente fra i fischi del pubblico.

 

Per finire: Diego Conti col suo timbro un po’ sporco che convince e Diego Micheli, quello troppo entusiasta che aveva intonato un motivetto allusivo in koreano su cinque ragazzine che gustano un dolce (che poi colava dalla bocca) dal gusto indefinito. La voce c’è. Tantissimo. Ma lui salta troppo. Per noi non passa, per Arisa sì.

 


 
 
E’ la volta degli over. Tocca a Manuel Agnelli selezionare. Finalmente.

 

“Non voglio che qualcuno arrivi sul palco troppo nervoso perché il pubblico che è assetato di sangue”, premette ai suoi ragazzi prima che inizino la performance.

 

Sarah Dietrich porta la “Canzone dell’amore perduto” di De Andrè. Più che coraggiosa, temeraria. A noi, qualche brivido lo dà. Ma forse è solo De Andrè. Si siede. Ma non per molto.

 

Sale sul palco, Simone Nannicini con “Let it go” di James Bay. Suda quanto convince: tantissimo. E si siede. Promosso.

 

Giovanni Diana porta “Mentre dormi” di Max Gazzè. Sembra tanto Tiziano Ferro, lo avevamo già scritto. Troppo. E’ bravo e bello. A noi non piace. Ma lui si siede.

 

Quindi è il turno di Michele in arte Kanny Ray. Che ripropone la triste vicenda del papà morto. A noi i dolori personali piace lasciarli all’ombra dei riflettori. E’ bravo, ma retorico. Anche nelle lacrime che versa prima di sedersi. Per noi è bocciato.

 

“Non ho nessuno in questo momento che sia originale”, si lamenta Manuel Agnelli.

 

Ma ecco: Eva Pevarello. La nostra preferita. Sulla maglietta la scritta “Goditi la vita”. Porta “Don’t no why” di Nora Jones. “Tu non canti, incanti”, le dice Arisa. Promossa con lode. Le fa posto Sarah Dietrich, nonostante il coraggio di aver portato de Andrè sul palco di X Factor.

 

Veronica Marchi canta “A litlle piece of my heart” di Janis Joplin (wow). Ma per quanto ci riguarda non è il suo. “Nelle parti più alte mi è mancato un po’ di sporco”, argomenta Arisa. Ha ragione. Per noi è rimandata. Ma intanto lei si siede.

 

Torna quindi Armando Pavone, l’onironauta (“faccio esperienze un po’ particolari nel mondo dei sogni”) con “La donna cannone”. Ci porta nel suo cuore, senza ali e senza rete, ma non si siede. E anche per noi è rimandato all’anno prossimo.

 

Torna Alessandra Fortes Silva da Arcore. “Difficile concentrarsi ad Arcore coi vicini che fanno così tanto casino”, ironizza Fedez. “Non ne fanno più così tanto”, risponde pronta lei. Poi canta. E’ una fuoriclasse.  Si siede al posto del lacrimoso Kanny Rey. Giustissimo. Promossa.

 

Infine, Andrea Biagioni porta Leonard Cohen. Rischiosissimo. Ma lui vince: in quanto a interpretazione molto dopo Jeff Buckley, potremmo pensare di mettere lui. Seduto e promosso.

 

 

La prossima settimana scopriremo i concorrenti di X Factor 10.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi