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Una Brexit modello Trump farà faville

L'uscita dall'Unione “garantisce al Regno Unito l’opportunità di essere di nuovo una potenza globale indipendente". Sicurezza ed economia. Le idee dell’ex feluca John Bolton, scrive il Telegraph.
Una Brexit modello Trump farà faville

Sostenitori della Brexit durante la campagna referendaria (foto LaPresse)

Un piccolo assaggio della nuova sezione del Foglio del lunedì, con segnalazioni dalla stampa estera e punti di vista che nessun altro vi farà leggere.

 

 

A tre mesi dal voto sulla Brexit, non sono ancora cominciati i negoziati ufficiali tra Regno Unito e Unione europea. In un articolo sul Telegraph, l’ex ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni unite, John Bolton, suggerisce che il Regno Unito dovrebbe prendere in prestito lo slogan di Donald Trump e lavorare per “rendere grande il Regno Unito”. Secondo Bolton, il premier Theresa May dovrebbe tenere a mente la massima del suo predecessore, Margaret Thatcher: “Non seguite la folla. Fatevi seguire dalla folla”. Riguardo la relazione tra Regno Unito e Unione europea, “per esempio, i commentatori che esaminano il modello norvegese o il modello svizzero non hanno capito la questione. Bisogna creare un modello britannico adatto alle necessità britanniche”. Bolton non nega la difficoltà dei negoziati, ma ammonisce che “non bisogna presentarsi ai veri fedeli europei come dei supplicanti. Le loro aziende e i loro consumatori vogliono accedere ai mercati, ai prodotti e ai servizi britannici, come le loro controparti inglesi vogliono l’opposto”.

 

Per ottenere dei risultati, “all’interno dell’Ue e nei singoli governi europei, specialmente la Germania e i negoziatori britannici dovrebbero cercare alleati per aggirare i politici recalcitranti, molti dei quali sono già sotto pesante stress per via di errori commessi su altri fronti: gli attentati terroristici e il flusso di rifugiati che sta invadendo il continente. La strategia del dividi e conquista è stata a lungo una strategia vincente, e potrà esserlo di nuovo nei negoziati sull’uscita”. Bolton vede nel settore della sicurezza le maggiori opportunità, in quanto la Brexit “garantisce al Regno Unito l’opportunità di essere di nuovo una potenza globale indipendente. Non più affogata nelle lungaggini del processo decisionale dell’Ue, Londra potrà essere un partner equivalente con Washington nel confrontare le minacce globali per l’occidente. Ancora non sappiamo se, dopo l’elezione presidenziale dell’8 novembre, gli Stati Uniti avranno la leadership politica necessaria ad accompagnare il rinnovato comportamento assertivo del Regno Unito. L’elezione si avvicina, e il consenso per Trump aumenta, mentre le manifeste inadeguatezze della Clinton diventano più evidenti. Qualunque cosa accada a novembre, il Regno Unito deve creare la propria strada”.

 

Bolton conclude esortando i politici britannici a non sprecare l’occasione, in quanto, “le opportunità storiche non durano per sempre. La decisione della Brexit non dovrà essere sperperata con esitazioni e inazione. Se Londra procede con fiducia in sé, le conseguenze della Brexit in Europa e oltre forzeranno riforme che potrebbero rigenerare il paesaggio politico europeo a vantaggio sia del Regno Unito sia dei suoi futuri ex-partener europei. Lo stesso è vero per la Nato, che deve diventare più agile e meno burocratica. Le decisioni del Regno Unito saranno più importanti per lui e per il mondo occidentale di qualsiasi cosa Londra abbia fatto dal 1945 a oggi”.

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