L’invidia di Manuel per Alvaro e la scollatura di Arisa. Le pagelle ai bootcamp di X-Factor

Finite le selezioni, si comincia a fare sul serio. Ieri sera è andata in onda la puntata dei bootcamp, in cui ai 4 giudici sono state assegnate le categorie e si sono scremati ulteriormente i partecipanti. In attesa degli home visit, ecco i nostri giudizi sulla puntata.

L’invidia di Manuel per Alvaro e la scollatura di Arisa. Le pagelle ai bootcamp di X-Factor

Manuel Agnelli, Arisa Rosalba Pippa, Alvaro Tauchert Soler (foto LaPresse)

Finite le selezioni, si comincia a fare sul serio. Ieri sera è andata in onda la puntata dei bootcamp, in cui ai 4 giudici sono state assegnate le categorie e si sono scremati ulteriormente i partecipanti: Arisa seguirà gli under uomini, Fedez le under donne, Alvaro i gruppi e Manuel “gli anziani”, come li ha chiamati lui. In attesa degli home visit, ecco le nostre pagelle sulla puntata.

 



 

Alesandro Cattelan indossa sempre l’immancabile gilet doppio petto. Promosso per l’elegante coerenza. Anche professionale.

 

“Nel mio prossimo singolo probabilmente limonerò con Fedez”, annuncia Arisa. L’indomabile Pippa, sulla sua scolIatura prodiga chiosa: “Sono una donna di spettacolo, quindi devo mostrare un po’ di tette”. Viva la sincerità. Promossa.

 

Fedez è sempre Fedez: nella sua antipatia, simpatico. “Nei video limono sempre, mi chiamano limonello”, ha risposto alla pettoruta collega. Promosso, senza remore.

 

Agnelli si conferma caustico con buon senso. Pacatamente cattivo, si ostina a colpire coi suoi aforismi. Promosso.

 

Alvaro Soler continua con il suo lavoro pulito. Forse un po’ troppo per questo programma. Continuiamo a rimandarlo.

 

La fase delle selezioni termina con una breve incursione di Giò Sada, con annesse grida da scimiette urlatrici delle fan. Lui è il vincitore di X Factor 2015. Ve lo ricordate? Noi, no.

 

Cominciano le selezioni per scegliere chi mandare agli home-visit. Com’è che si dice? Quando il gioco si fa duro, vediamo chi sono i duri che iniziano a divertirsi.

 

Arisa – diventata di colpo intransigente - vorrebbe la categoria più grezza. Cattelan le parla di un’artist proposition ficcante. Eh? Le toccano gli under uomini.

 

A Fedez le under donne. Gambe robuste e sorrisi freschi come cascate di montagna. Hanno dai 16 ai 24 anni. Non è che finisce che il rapper lascia la fashion blogger Chiara Ferragni?

 

La categoria over tocca a Manuel Agnelli. “E’ difficile lavorare con loro perché sono adulti”, ha spiegato il front-man degli Afterhours che aspirava alle band (ovviamente).  Che invece vanno ad Alvaro Soler. Non riusciamo ad immaginarlo alle prese con questa categoria, ma speriamo possa stupirci.

 

Fedez, non senza patimento per le defezioni obbligate, fa accomodare:
Sofia Rollo, voce da femme fatale nonostante la giovane età. Graziella, detta Grace sorprendente, fantastica, da brividi con una versione di “Daddy Lessons” di Beyoncé da ricordare.

 



 

E ancora: Valentina Ciardullo, molto bella, ha gli ingredienti della pop star perfetta. Scelta azzeccata. Rossella Discolo, che stavolta senza la sorella, domina il palco da vera mattatrice. Caterina Cropelli, che inciampa con un’esibizione zoppa, s’inceppa, ma convince. Infine: Gaia Gozzi. Che ci commuove. Era e resta la nostra preferita.

 




 
Breve incursione di Rovazzi: andiamo a comandare. Ok, gli abbiamo voluto bene, ma adesso dateci tregua. E, ancora, una domanda: ma lui ce l’ha l’X-Factor?

 

Soler, invece fa sedere:
I Soul system che portano una divertentissima versione di “Roma Bangkok” di Baby K: “Un’endovena di serotonina al pubblico”, per Fedez. E anche per noi.

 

Fuori i The hangovers, che avevano stracciato gli ormoni ad Arisa con il loro sound folk. Grande errore.

 

Si siedono i Jarvis, con un frontman biondino e grintoso (troppo?) che è la versione svantaggiata di Mark Owen.

 

Gli Oak con il front man che “è figo perché non è figo”, come dice Fedez (“è un complimento”, sottolinea). Presi. 

 

Les Enfants convincono nonostante le facce troppo pulite e fanno alzare i Five Stories che avevano appena fatto infervorare Agnelli con una versione inascoltabile di un pezzo sacro dei Green Day: “Siete la dimostrazione dello scempio che possono fare le boy band nella musica”. 

 



 

Gli IISO portano Albano. Addirittura. Bravissimi e coraggiosi. Passano anche loro. Li vedremo agli home visit.

 



 

Infine i Daiana Lou: grintosi da dentro. “Molti gruppi sono inutili ma voi siete indispensabili”, commenta Agnelli che sbava per la categoria assegnata al collega spagnolo. Fanno alzare le Koraline (le nipotine di Emanuela Orlandi, ricordate?): il film sulla zia è al cinema, almeno.

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