A Venezia 73 stampa lagnosa, melodrammi e amore all’ombra d’una centrale nucleare

Mezzo film fracassone, con un po’ di riporti e di già visto – la sposa sott’acqua viene da Underground” – ma vivace e generoso (magari troppi animali della fattoria, recitano pure loro), mezzo film che corteggia insistentemente Monica Bellucci. Emir Kosturica a Venezia e tutto il meglio del venerdì della Mostra del Cinema.
A Venezia 73 stampa lagnosa, melodrammi e amore all’ombra d’una centrale nucleare

Monica Bellucci (foto LaPresse)

INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis (Giornate degli autori)
Il film italiano che sarebbe stato bene in concorso. Con un gusto per i freaks sconosciuto al cinema nostro. Due gemelle siamesi cantano alle feste, sotto l’occhio vigile del padre e del prete (le vuole porre a fondamento di una religione su misura). A Castel Volturno, senza denunce e senza immigrati nei campi di pomodori. “Spazzatura bianca”, se fosse un film americano. Il dramma arriva con un dottore che dice “si potrebbero separare”.

 

A’ JAMAIS di Benoît Jacquot (fuori concorso)
Rifiutati da Cannes 1. Dove finiranno i film francesi esclusi dal festival? Se lo chiedeva Télérama lo scorso maggio. La risposta “Mostra di Venezia” poteva sembrare una malignità. Non lo è. Sono tutti qua: “Frantz” di François Ozon era il primo della lista. Questo adatta “Body Art” di Don DeLillo – già non granché: la vedovanza nell’era della riproducibilità tecnica. Scrittori e registi di fantascienza lo fanno meglio.

 

PLANETARIUM di Rebecca Zlotowski (fuori concorso)
Rifiutati da Cannes 2. Nella lista dei refusés di Télérama c’era il nuovo film della regista di “Grand Central”. Una storia d’amore con una centrale nucleare sullo sfondo (ne esistono, e la gente fa i turni, si spoglia della tuta, va in jeans a fare l’amore nei prati). “Planetarium” mette insieme spiritismo, cinema delle origini, sorellanza, gelosie. Confuso e infelice, come le medium Natalie Portman e Lily-Rose Depp.

 

THE WOMAN WHO LEFT di Lav Diaz (concorso)
Era corto, solo 226 minuti (quasi quattro ore, annunciate ai festival come i ritardi dei treni). Altri titoli del filippino ne duravano otto, rasentando il sequestro di persona. Trattasi di melodramma, che un po’ aiuta: una donna innocente esce dal carcere dopo 30 anni. Miseria e vendetta con sfarzosa fotografia. In bianco e nero. Scusate: “rigoroso bianco e nero”.

 

ON THE MILKY ROAD di Emir Kusturica (concorso)
Mezzo film fracassone, con un po’ di riporti e di già visto – la sposa sott’acqua viene da Underground” – ma vivace e generoso (magari troppi animali della fattoria, recitano pure loro). L’altro mezzo film corteggia insistentemente Monica Bellucci. Per restare soli cuore a cuore, l’ex musicista ora lattaio (promesso a un’altra) prende dal repertorio la guerra e la follia balcanica.

 

Mariarosa Mancuso

 


 

Dell’iperlodato “Inseparabili” ci è piaciuto il nome del losco agente delle gemelle siamesi, “Marco Ferreri”, un omaggio all’autore de “La grande abbuffata”, scomparso vent’anni fa. La brava, spiritosa conduttrice Marta Cagnola (Radio24) nota che non c’è stato il film che fa innamorare, ma la media non è male quest’anno. La stampa italiana è lagnosa e malmostosa a prescindere. Siamo tifosi pure di Radio Fred, dedicata al cinema, insider dei festival around the world in 27 lingue, tra cui il polacco (Jas Gawronski, are you listening?) giapponese, cinese, coreano, arabo, islandese, sardo (anzi “sardu”) & of course, English. Brave e simpatiche le broadcaster italiane Chiara Nicoletti e Angela Prudenza, veloci, smart e competenti. Check them out on the Web. Questa è stata la Mostra di tantissimi ruoli principali femminili. Spesso sono protagoniste assolute come nel bellissimo “Through The Wall” israeliano, “Jackie”, “Brimstone”, “Arrivals” ,“Frantz”, “Nocturnal Animals”, “Une Vie”, “Inseparabili”, “The Bad Batch”, “La Région Selvaje”, “Planetarium”, “The Woman Who Left”, “Franca: Chaos & Creation”, “A Jamais”, “The Hounds of Love”, o sono co-protagoniste alla pari: “La La Land”, “The Light Between Oceans”, “Paradise”, “Le Beaux Jours d’Aranzjuez”, “Piuma”, “La ragazza del mondo”, “Questi giorni” (quattro protagoniste più Margherita Buy), “L’estate addosso”. La cagnetta per il Leone d’oro tifa l’argentino “El Ciudadano Ilustre” e il filippino “The Woman Who Left”. Per la Coppa Volpi per migliore attrice, la Natalie Portman di “Jackie” o Charo Santos-Concio del film in tagalog. Abbiamo imparato un nuovo aggettivo milanese da Fabiana Giacomotti, per descrivere le feste shabby ma non chic: “ciaffona”, il gradiente triste del cafone. Salutiamo i ragazzi de L’Oréal, in particolare l’hair stylist to the stars il grande Roberto D’Antonio e la sua generosa squadra. Tra le tante attrici e dive imbellite da loro: Chiara Mastroianni, Cécile De France, Ludivine Sagnier, Margherita Buy, Chiara Caselli. Anno magro per i goody-bag, conferma Piera Detassis; da lei a Ciak Daily arriva tutto. Il migliore per la quadrupede sono gli occhiali da sole Persol e il sacchetto zeppo di nove prodotti per capelli e viso L’Oréal più quattro rossetti. Il più amato è quello di “Piuma”, una paperetta gialla che ci farà compagnia nel doggy bath from now on. Martedì i premi di Pulcinella.

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