Le tette in gabbia

Il bra di Madonna è lento, il no-bra di Belen è rock. La showgirl argentina sfoggia con disinvoltura canottiere minimal che nulla lasciano all’immaginazione. Anne Hathaway e Sharon Stone calcano i red carpet di mezzo mondo avvolte in splendidi tessuti che accarezzano seni rigorosamente no-bra.
Le tette in gabbia

Madonna con il suo reggiseno conico

Pancia in dentro…e tetta al vento. Eccovi servito il rogo del reggiseno per manifesta superfluità. In Cina li arrostiscono per davvero i reggiseni: nel giorno dei morti a Guangzhou, riporta il China Daily, un commerciante s’inventa il set di reggiseno e creme cosmetiche per i vedovi che, secondo tradizione, bruciano oggetti cari sulla tomba delle mogli defunte. Da noi invece non c’entrano i funerali né le intemerate femministe contro l’antico mammillare in nome della ribellione al fallocentrismo imperante. Siamo nel Ventunesimo secolo: troneggia la donna e la sua comodità. Vi fanno credere che il reggiseno sia un capo di lingerie indispensabile, coronamento di una compiuta femminilità? Provate a indossarne uno se avete il coraggio. Scoprirete che il soutien-gorge, per dirlo alla francese, anche quello più evoluto e anatomico ul-ti-ma-ge-ne-ra-zio-ne, comporta sempre e inesorabilmente qualche fastidio. La spallina scivola da un lato, la coppa ingombra, il laccio tira, il ferretto scende verso l’ascella. Non esiste reggiseno comodo quanto l’assenza di reggiseno. Il discorso, ça va sans dire, si attaglia a decolleté misurati e discreti, seni grossi richiedono i cosiddetti “minimiser” contro la forza di gravità.

 

Ma, dimensioni a parte, resta il fatto che non è più tempo di trovate trasgressive targate Victoria’s Secret (in calo di vendite), né le teenager di oggi inseguono la terza che non c’è inserendo i miracolosi ‘pesciolini’, imbottiture removibili, che noi adolescenti negli anni ’90 applicavamo frenetiche per aumentare il volume contro l’effetto tavola da surf. E poi c’è l’immaginario sessuale che è mutato: l’armamentario di coppe metalliche e nastri intrecciati dalla vita in giù è, in una parola, demodé. Il bra di Madonna è lento, il no-bra di Belen è rock. La showgirl argentina sfoggia con disinvoltura canottiere minimal che nulla lasciano all’immaginazione. Anne Hathaway e Sharon Stone calcano i red carpet di mezzo mondo avvolte in splendidi tessuti che accarezzano seni rigorosamente no-bra. Cameron Diaz fa la spesa con indosso una camicia maliziosamente sbottonata, sotto c’è la pelle nuda. I capezzoli che fanno capolino dettano la moda discreta e sensuale della donna 2.0.

 

Reggiseno, non ci servi. Reggiseno, non ci avrai. Nello stato del Montana una studentessa liceale è richiamata in segreteria per aver violato il dress code scolastico. Indossa forse una minigonna inguinale o un top con la pancia scoperta? No, Kaitlyn Juvik ha infilato una t-shirt nera senza reggiseno. Dopo il rimprovero la giovane aizza le compagne in una rumorosa protesta in nome del sacrosanto diritto di fare a meno dell’inutile orpello. “La maglietta che indossavo – commenta l’eroina della tetta al vento – non era inopportuna. Il fatto che qualcuno possa essersi sentito a disagio mi offende perché si tratta del mio corpo. E’ il mio corpo naturale e non capisco perché dovrebbe provocare disagio agli altri”.

 



 

Eppure c’è chi si ostina a inventare “reggiseni intelligenti” per sopperire all’attuale, manifesta, superfluità. Triumph brevetta l’anti-smoking bra che grazie a capsule aromatizzate alla lavanda e al gelsomino rende il sapore della sigaretta sgradevole al palato. In Giappone la stessa multinazionale mette in commercio il grow-your-own-rice bra, il reggipetto con terriccio e semi di riso incorporati per le maniache del pollice verde. Esiste pure quello a energia solare, e per le più timorose è disponibile il prototipo del reggiseno antistupro dotato di sensori capaci di captare le alterazioni del battito cardiaco e della sudorazione per inviare segnali di soccorso. Con una controindicazione: nel caso in cui, appartati con il vostro amante, la temperatura salga per una “aggressione consensuale”, dovrete affrettarvi a slacciare il reggiseno. Prima che scatti l’allarme.

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