Suicide Squad, quando i supercriminali sono dalla parte del bene

Psicopatici, killer, dark lady: cattivi che lottano per i buoni (ci sono anche il Joker e la sua fidanzata Harley Quinn) nel nuovo cinefumetto della Dc Comics.
Suicide Squad, quando i supercriminali sono dalla parte del bene

Suicide Squad, nelle sale italiane dal 13 agosto (foto via YouTube)

C’erano una volta i buoni e i cattivi. Si scontravano fra di loro, in una sorta di gioco di ruolo. I cattivi agivano (in genere facevano rapine), i buoni reagivano. E spesso i cattivi erano più affascinanti dei buoni, anzi un protagonista era definito dagli antagonisti che aveva. Era evidente nei fumetti, e anche nelle pellicole che ispiravano. Nei film di Batman iniziati nel 1989 (l’epocale pellicola di Tim Burton, fra i primi blockbuster sull’onda dei comics) più che l’Uomo Pipistrello contava la sua nemesi: epocali il Joker di Jack Nicholson o la Catwoman (non del tutto malvagia) di Michelle Pfeiffer. Ancora nei primi anni Duemila i primi Spider-Man erano celebri per i villain, come il Goblin di Willem Dafoe.

 

Poi, quando la Marvel, acquistata dalla Disney comincia a produrre direttamente i film con i suoi personaggi, tutto cambia: chi ricorda gli antagonisti di Iron Man? I riflettori sono sull’eroe, Tony Stark, reso indimenticabile da Robert Downey Jr., che con il supereroe in armatura rilancia la propria carriera: playboy, alcolista, egocentrico, simpaticissimo. Come, a partire dagli anni Sessanta la Marvel nei fumetti aveva lanciato i suoi “supereroi con superproblemi” (celebre motto di Stan Lee), adesso il buono non è più così buono, ed è più affascinante del cattivo. I Guardiani della Galassia sono un gruppo di simpatici sfigati, così come Ant-Man è un quarantenne divorziato senz’arte né parte che fa pure il ladro. La nuova tendenza culmina in “Captain America: Civil War” nel quale gli eroi si dividono in fazioni e combattono l’uno contro l’altro: sono manovrati, si scoprirà poi, da un villain (ben poco carismatico, fra l’altro), ma il loro dissidio è anche ideologico: c’è il libertario Capitan America e l’uomo d’ordine è Iron Man (proprio lui, così disordinato per antonomasia).

 

Però, adesso i cattivi stanno per tornare, per opera della DC Comics (e della Warner, che la possiede), storica rivale della Marvel, che sta cercando, con anni di ritardo rispetto alla concorrente, di portare il suo universo fumettistico al cinema. “Suicide Squad”, in uscita in Italia il 13 agosto, è il terzo film DC dopo i non particolarmente riusciti “Man of Steel” e “Batman v Superman: Dawn of Justice”. I protagonisti sono infatti dei supercriminali, impiegati in missioni suicide, obbligati a lottare per salvare il mondo in cambio della grazia. Sono dei cattivi che devono comportarsi da buoni: ma alla fin fine restano dei ragazzacci. Come da tradizione, ci sono attori celebri come Will Smith che interpreta l’espertissimo killer (e anche padre di famiglia) Deadshot, ma su tutti spicca la coppia Joker (Jared Leto) – Harley Quinn (Margot Robbie).

 



 

Leto è il quinto attore a misurarsi con la folle nemesi di Batman, una sorta di perverso clown: e tutti ne hanno dato una versione diversa, ispirandosi ai multiformi Joker dei fumetti. Cesar Romero, nella serie tv degli anni Sessanta, è quello dei fumetti ingenui del periodo: un villain giocherellone. Più pericoloso ma sempre fumettisticamente sopra le righe, è il Joker di Jack Nicholson, simile a quello anni Settanta di Neil Adams. E invece l’australiano Heath Ledger (che con il personaggio vinse un Oscar postumo) in “Il Cavaliere Oscuro” ne interpreta una versione psyco killer: un agente del Caos, memore del Joker di capolavori fumettistici di fine Ottanta come “The Killing Joke” di Alan Moore e Brian Bolland.

 

C’è grande attesa per il Joker di Jared Leto, che a quanto si narra non è mai uscito dal personaggio durante la lavorazione del film, e si è ispirato allo sciamanesimo e alle opere visionarie di Alejandro Jodorowsky. E stavolta il folle clown non è solo. La sua innamoratissima compagna è Harley Quinn (che suona come “Harlequin”, Arlecchino in inglese), ex psicologa, rimasta sedotta da lui quando lo aveva in cura. Creata da Paul Dini e Bruce Timm negli anni Novanta, prima nei cartoni animati e poi nel bellissimo albo a fumetti “Mad Love” e più recente rispetto ai classici supereroi (il Joker risale al 1940), è il perfetto contraltare del suo partner psicotico; se Batman e Robin sono il Dinamico Duo, loro sono il Diabolico Duo.

 

Psicopatici, dark lady, killer: per quanto i protagonisti Marvel, con i loro problemi siano affascinanti, sentivamo la mancanza di seri, autentici mascalzoni, che rimangono tali anche se nominalmente dalla parte del bene. E ne hanno bisogno anche i buoni, che senza veri avversari corrono il rischio di trasformarsi in cattivi.

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