La nuova chiamata degli insegnanti contraddice la Buona Scuola

Competente a chi? Alla selezione degli individui si sostituisce il delineamento di profili astratti: materia per materia, i presidi indicheranno quattro competenze nei propri desiderata e saranno tenuti a convocare il candidato più anziano che le soddisfi tutte e quattro, accontentandosi via via di tre o due o una in base a ciò che si trova nelle liste del neonato ambito territoriale.
La nuova chiamata degli insegnanti contraddice la Buona Scuola

foto LaPresse

Oggi sarà siglato l’accordo sulla chiamata diretta degli insegnanti da parte dei presidi e, dopo estenuanti trattative che sin dalla primavera hanno causato l’insorgenza di proteste preventive e leggende metropolitane, il risultato è che la tanto temuta chiamata diretta non c’è più. Al suo posto un ircocervo che si chiamerà “chiamata per competenze” e demolirà la possibilità che un preside scelga i docenti più validi e opportuni agli scopi che il suo istituto si prefigge. Alla selezione degli individui si sostituisce il delineamento di profili astratti: materia per materia, i presidi indicheranno quattro competenze nei propri desiderata e saranno tenuti a convocare il candidato più anziano che le soddisfi tutte e quattro, accontentandosi via via di tre o due o una in base a ciò che si trova nelle liste del neonato ambito territoriale.

 

Non va sottovalutata l’eventualità che su materie di nicchia, in ambiti poco popolosi, i presidi si ritrovino a scegliere in liste con dentro un solo nome, foss’anche incompetente. Mentre restano da definirsi le specifiche caselle relative a tali competenze (dai bisogni educativi speciali alla pratica sportiva), è chiarissimo che per certificarle si ricorrerà ad attestati ottenuti in corsi e corsettini; è dunque altrettanto chiaro che le capacità peseranno meno dei pezzi di carta. Non conterà saper usare il computer né parlare inglese bensì comprovare di avere frequentato corsi di informatica o di lingue, magari a pagamento. E una volta in classe, questi insegnanti spiegheranno ai ragazzi che conta sapere qualcosa o che conta produrre un attestato? La marcia indietro contraddice lo spirito con cui era stata concepita la Buona Scuola: immettere forze fresche nell’istruzione consentendo ai presidi di fare piani a lunga scadenza con le persone giuste. Si colloca invece nel solco del lavorare a pagamento; ieri si pagava per frequentare la Ssis, oggi si paga per essere ammessi al Tfa e poter sperare nel concorso, da domani si pagherà per comprarsi le competenze che tornano più comode. Come spesso accade in Italia, si è fatta una legge e trovata una via di mezzo, e i presidi restano dirigenti a cui è impedito selezionare il personale.

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