Il metodo della "pagina 69" applicato ai finalisti del Premio Strega

Per ciascun finalista del Premio Strega, Mariarosa Mancuso ha redatto una recensione, applicando ad essi il metodo di Marshall McLuhan: di ogni libro analizza la pagina 69, il punto in cui uno scrittore è rilassato perchè ancora lontano dalla fine e si è già conquistato i lettori con l'inizio del romanzo.
Il metodo della "pagina 69" applicato ai finalisti del Premio Strega

I finalisti del Premio Strega (foto del sito ufficiale)

Venerdì 8 luglio si chiuderà la settantesima edizione del Premio Strega. All’Auditorium Parco della Musica di Roma si conoscerà il vincitore eletto tra i cinque scrittori rimasti in gara: Eraldo Affinati con "L’uomo del futuro" (Mondadori), Edoardo Albinati con "La scuola cattolica" (Rizzoli), Giordano Meacci con "Il Cinghiale che uccise Liberty Valance" (minimum fax), Vittorio Sermonti con "Se avessero" (Garzanti) ed Elena Stancanelli con "La femmina nuda" (La nave di Teseo).

 

Mariarosa Mancuso ha redatto una recensione per ciascun finalista, applicando ad essi il metodo di Marshall McLuhan: di ogni libro analizza la pagina 69, il punto in cui uno scrittore è rilassato perchè ancora lontano dalla fine e si è già conquistato i lettori con l'inizio del romanzo. Come prova del nove per verificare lo stile di un autore, aggiunge il metodo dello scrittore Ford Madox Ford, che per la perizia sceglieva la pagina 99.

 

 


Ecco le impressioni sulle cinque opere finaliste:

 

“L’uomo del futuro” di Eraldo Affinati

 

"Se avessero" di Vittorio Sermonti

 

“Il cinghiale che uccise Liberty Valance” di Giordano Meacci

 

"La femmina nuda" di Elena Stancanelli

 

“La scuola cattolica” di Edoardo Albinati


 

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