Chi è “l’uomo dei confronti” di Sky, Gianluca Semprini, prossimo conduttore di Ballarò

Chi è è che cosa fa il cosiddetto “uomo dei confronti”, Gianluca Semprini, già conduttore di tiggì dalla lunga esperienza radiofonica (Radio Rock e Italia Radio) e televisiva (a Sky), più volte indicato nel totonomi come possibile successore di Massimo Giannini a “Ballarò”
Chi è “l’uomo dei confronti” di Sky, Gianluca Semprini, prossimo conduttore di Ballarò

Gianluca Semprini

Roma. L’astronave dei marziani sta per calare sul Campidoglio, anche se non è quella dell’ex sindaco Ignazio Marino. Mercoledì scorso, davanti alla statua equestre di Marco Aurelio, al tramonto, era andato in scena, su SkyTg24 il confronto in diretta tra Virginia Raggi, candidata sindaco a Cinque stelle, e Roberto Giachetti, candidato sindaco dem, sotto regole “certe e condivise” e con “domande uguali per tutti”. Lo dice la legge extraterrestre (anglosassone) della tv che nel 2011-2012 ha lanciato il format politico-non talk che molto piacque al critico Aldo Grasso e che inizialmente fu anche plasticamente collocato in un altrove: l’arena di X-Factor per le primarie del centrosinistra 2012. Da allora, a ogni confronto, c’è sempre qualcuno che si chiede chi sia e che cosa faccia il cosiddetto “uomo dei confronti”, Gianluca Semprini, già conduttore di tiggì dalla lunga esperienza radiofonica (Radio Rock e Italia Radio) e televisiva (a Sky), più volte indicato nel totonomi come possibile successore di Massimo Giannini a “Ballarò” (con molte smentite e molti interrogativi degli osservatori sulla questione esistenziale “la Rai è in cerca di un format o di un conduttore?”). Fatto sta che Semprini, volto squadrato e “una certa autoironia in sala trucco”, dicono i colleghi, “per il look naturale alla Yul Brynner”, da qualche anno è noto alle cronache come ircocervo cronista-arbitro: è colui che nel 2013, intervistato a “Gazebo” da Zoro dopo il confronto Renzi-Cuperlo-Civati, venne sì preso in giro per la scarsa sportività calcistica (perde le staffe su Twitter quando gioca la Roma), ma dall’altro incoronato ipnotizzatore di candidati: in nome dell’imparzialità anglosassone, infatti, diceva Zoro, Semprini avrebbe potuto far fare ai vari Cuperlo e Civati qualsiasi cosa, pure un numero da fachiro (Cuperlo confessò più che altro di essersi agitato come al liceo prima dell’interrogazione di latino). E insomma i cartellini con domanda estratti da Semprini, frutto di giorni di brainstorming con il direttore Sarah Varetto e il team giornalistico dedicato, arrivano sulla scena del confronto quando già il candidato e il suo staff, messi a conoscenza delle “regole” durante l’avvicinamento diplomatico redazionale, temono non solo e non tanto di dire castronerie, ma di non poterle correggere, ché fin dal principio incombe la mannaia del cronometro (come da format): qualsiasi cosa tu stia dicendo, appena sfori di un secondo ecco che Semprini ti richiama all’ordine. Capita tuttavia che proprio il format si faccia dei nemici, come quando, dagli schermi di “In mezz’ora”, che su Rai3 ha ospitato i medesimi candidati sindaci ospitati da Sky, la questione è stata così posta da Lucia Annunziata: “A Sky non verrebbero fatte certe obiezioni, ma qui siete in un posto dove le obiezioni vengono fatte, di solito”. E a quel punto Varetto ha risposto che “il confronto di SkyTg24 si conferma un format sempre più centrale per l’informazione politica, tanto da essere diventato ormai punto di riferimento del dibattito politico-elettorale, al punto che i nostri competitors sentono di doverci citare…”.

 

E mercoledì, giorno del duello Raggi-Giachetti, la luce della ribalta (e del Campidoglio) era di nuovo puntata sull’arbitro Semprini, uno che da ragazzo non sapeva di voler fare il giornalista, ma sapeva di non voler lavorare nell’impresa di ristrutturazioni edilizie in cui suo padre l’aveva impiegato nei ritagli di tempo, motivo per cui Semprini a un certo punto si convinse che gli studi di Sociologia fossero la miglior via di fuga. Il resto arrivò quasi per caso: la collaborazione con riviste locali su temi sportivi, la radio e il periodo di apprendistato-lampo: a Semprini capitò infatti di venire a sapere da un amico, nei giorni di passaggio Stream-Telepiù-Sky, che gli “australiani cercavano gente”. Detto e fatto: gli aspiranti candidati anchorman e cronisti si ritrovarono buttati in campo in tutti i ruoli a rotazione, con esaminatori stranieri incaricati di captare il potenziale televisivo di questo e di quello. A Semprini andò bene: conduttore subito, anche per via dell’esperienza accumulata in radio, dove aveva imparato a riempire gli eventuali “vuoti”. A quei tempi il neo-conduttore, poi anche autore di libri sul terrorismo nero e sulla strage di Bologna, era già padre di una bambina (ora ha altri tre figli dal secondo matrimonio) e già noto per l’abitudine di fare scherzi “da caserma” nei momenti di massima concentrazione (tipo presentarsi fuori campo con un casco da motociclista in testa durante la conduzione della collega Federica de Santis, con l’obiettivo di farla ridere). Fu Varetto, nel 2012, a volerlo come “uomo del confronto” a cinque per le primarie del centrosinistra (motivazione: “L’ho scelto come moderatore nonostante il carattere da non-moderato”, dice il direttore di SkyTg24, “perché volevo che un confronto caratterizzato da regole fisse avesse anche ritmo”). Da allora Semprini segue lo stesso rituale: pisolino prima del confronto, e mai mollare il microfono ai supporter dei candidati interpellati per una domanda (una volta lo fece, e la supporter partì con un mini-comizio).

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