Il documentario su Nora Ephron, girato dal figlio, è così bello che sembra un film di Nora Ephron

“Tutto è ispirazione” è il titolo del documentario Hbo scritto e girato dal figlio Jacob Bernstein sulla madre (va in onda per la prima volta in Italia domani sera, venerdì, su Sky Arte): i tradimenti di Carl Bernstein, la madre alcolizzata, i gatti dell’ex marito da trasformare in criceti, il complesso del seno piccolo, la torta al limone, il collo che invecchia, il dolore.
Il documentario su Nora Ephron, girato dal figlio, è così bello che sembra un film di Nora Ephron

Nora Ephron con Woody Allen

Nella mia fantasia sessuale segreta non vengo mai amata per il mio cervello, ha raccontato Nora Ephron, parlando di sé, di noi, di quello che ci sembra impossibile dire e che invece lei ha detto sempre, negli articoli, nei libri, nei film, alle cene con gli amici. Perché, come ripeteva sempre la madre sceneggiatrice, “Tutto è ispirazione”, everything is copy, che è anche il titolo del documentario Hbo scritto e girato dal figlio Jacob Bernstein sulla madre Nora (va in onda per la prima volta in Italia domani sera, venerdì, su Sky Arte: se avete amato anche soltanto la scena dell’orgasmo di “Harry ti presento Sally”, o l’Empire State Building illuminato di cuori rossi in “Insonnia d’amore”, non perdetelo).

 


 


 

Tutto è ispirazione: i tradimenti di Carl Bernstein (l’amica di Nora, nonché ex fidanzata di Bernstein, intervistata dal figlio Jacob, dice: “Mi stai chiedendo se Carl telefonava alle mie amiche mentre io ero nell’altra stanza? Non me lo ricordo”), la madre alcolizzata, i gatti dell’ex marito da trasformare in criceti, il complesso del seno piccolo, la torta al limone, il collo che invecchia, il dolore. Tutto (tutto quello che ha voluto) tranne la malattia che l’ha uccisa, e che ha nascosto anche agli amici più stretti: loro stessi lo raccontano in questo documentario addolorati, sconvolti, comprensivi. Mike Nichols, Meryl Streep, le sorelle Ephron, Tom Hanks, Rob Reiner, Robert Gottlieb, il suo editore, che accolse Nora in casa a New York quando fuggì da Washington, con due bambini di cui uno neonato, e divorziò da Carl Bernstein (che dialoga con il figlio, davanti alla telecamera, più di trent’anni dopo, e dice cose molto intime e nette, e sembra davvero che stia succedendo qualcosa di bello fra padre e figlio). Nora Ephron divorziò e scrisse “Affari di cuore”, divenne l’eroina della sua vita, come il gatto che durante il salto modifica la traiettoria. “Everything is Copy” è commovente, divertente e sincero, anche nel far raccontare agli amici i difetti di Nora Ephron: l’ambizione forse eccessiva, la mania del controllo, certe durezze, l’impossibilità di tacere un’opinione. “Come faremo, adesso, senza lei che ci dice quello che dobbiamo fare?”, piangeva Mike Nichols nell’ascensore dell’ospedale. E’ il ritratto di una comunità di amici, di persone che hanno lavorato insieme per decenni, che si sono amate, hanno litigato, si sono tradite e lasciate e prese in giro, ma non hanno mai smesso di volersi bene e di ammirare il talento. Gli amici invecchiati, che sembrano un film di Nora Ephron, riescono a spiegare come Nora Ephron abbia trasformato l’ambizione in eleganza, e sia stata il punto di riferimento, e anche il terrore, di tutti.

 



 

Sapeva sempre dare un consiglio preciso, era interessata sinceramente alle relazioni umane, alle vite delle persone, alle passeggiate nel parco e anche al successo. Doveva arrivare oltre il punto in cui sua madre si era fermata e distrutta. Il successo, l’amore, gli amici, le storie, New York, i figli (gli unici assenti in questo film su Nora Ephron sono il figlio Sam e il marito Nick Pileggi, che ha reso migliore la vita di Nora perché ha accettato che la star fosse lei). Lei ha raccontato le vite di tutti, compresa la sua, ma il figlio adesso ha raccontato di lei, utilizzando anche tutta l’ispirazione e le parole che lei ha lasciato, ma togliendogliene il controllo. Jacob Bernstein ha riempito gli spazi bianchi con le voci di chi ha amato Nora anche quando diceva, seria: “Posso parlarti un attimo?”, e lì capivi che era finita.

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