Perché ci mancherà Gianmaria Testa

Il cantautore di Langa è morto oggi a 57 anni. Del cantante, tutti sanno tutto: una bellissima voce, che con gli anni si era ancora affinata. Poi le canzoni, che raccontavano l’amore con parole semplici e singolari; oltre ai migranti e al mare, che erano fra i suoi temi.

Perché ci mancherà Gianmaria Testa

Gianmaria Testa (foto LaPresse)

In un’intervista di qualche anno fa, raccontava del nonno che, in punto di morte, consolava così i parenti: non piangete, ho fatto quel che dovevo e ora sono stanco, va bene così.

 

Anche questo era Gianmaria Testa, cantautore di Langa, morto oggi a 57 anni. Del cantante, tutti sanno tutto: una bellissima voce, che con gli anni si era ancora affinata. Poi le canzoni, che raccontavano l’amore con parole semplici e singolari; oltre ai migranti e al mare, che erano fra i suoi temi. E infine, il suo talento di chitarrista ritmico, apprezzato dai mille, grandi musicisti con cui ha suonava: da Stefano Bollani a Rita Marcotulli, da Mario Brunello a Gabriele Mirabassi, da Piero Ponzo a Claudio Dadone e tanti, tanti altri ancora.

 

Oggi tanti lo ricordano come un poeta (ci si sarebbe fatto una risata sopra) e, fra i suoi progetti, c’era anche quello di mettere in musica poesie di grandi autori italani: aveva iniziato con X Agosto, una melodia delicatissima che aveva suonato per pochi amici, due estati fa.

 

 

Gianmaria Testa, sposato con Paola Farinetti e padre di Nicola, mancherà per questi motivi e, soprattutto, per l’uomo che era. Lontano da ogni retorica, manteneva il suo tono basso di voce e aveva un formidabile senso dell’umorismo, riservato e insieme fulminante.

 

 

Gli avevano diagnosticato il tumore a dicembre di due anni fa. La diagnosi non aveva lasciato speranze ma, come si dice in questi casi, lui aveva continuato a lottare: ed era ancora salito sul palco, con fatica ma ben contento di farlo. Una delle ultime volte fu a Milano, al Blue Note, quando cantò con Mauro Giovanardi una canzone che gli era cara: Un giorno dopo l’altro, di Luigi Tenco. “Un giorno dopo l’altro / la vita se ne va”: a riascoltarla oggi, suona come un addio.
Gianmaria, è stato un piacere e un onore conoscerti.

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