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I finti paladini del corpo delle donne

I perdigiorno della gnagnera, che accettano la catena della trattazione ricreativa della vita, dovrebbero astenersi dal fare crociate contro l’utero in affitto. Storia di un’ipocrisia anticoncezionista, antinativista ed eugenetica

di Giuliano Ferrara | 09 Marzo 2016 ore 06:15

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E’ difficile essere sempre d’accordo con le proprie idee, qualche volta l’operazione riesce. L’utero in affitto non va bene, delegittima l’umano nella filiazione, nella maternità biologica, nella paternità onanistica, nella concezione in vitro o tecnica (scusate se è poco). Qualcosa vorrà dire, perché l’ho scritto, e non sono il solo a pensarlo. Ma non direi questa sciocchezza se non ne pensassi anche altre: che gli anticoncezionali non sono una bandiera e che non devono essere il primo passo dell’educazione alla sessualità (parola vagamente ripugnante) nelle scuole, che l’aborto come anticoncezionale ordinario o come diritto umano femminile è una pena di morte senza processo e una procedura liberante sopra tutto per i maschi, che il divorzio moltiplica il matrimonio per enne volte e lo distrugge per sempre senza negarlo (il contrario del matrimonio è il non matrimonio, non il divorzio), che la fecondazione artificiale va bene forse per le mucche Simmenthal ma non per i bambini, che l’eugenetica oggi in pieno dispiegamento fa strage di libertà e di diversità eccetera.

 

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Invito dunque coloro, tutti, che hanno dubbi razionali sul mondo come va organizzandosi, ad argomentare serenamente la loro posizione critica verso l’utero in affitto. Invece i perdigiorno del progressismo e della gnagnera, che assumono come normale tutta la catena della trattazione ricreativa della vita, e con motivazioni ideologiche parafemministe vuote di significato, dovrebbero astenersi dal fare crociate contro l’utero in affitto con schietta ipocrisia anticoncezionista, antinativista, abortista, scientista ed eugenetica. Non si può difendere il corpo delle donne solo l’8 marzo, giornata infaustamente passata tra le chiacchiere. D’altra parte, norme o no, ci penseranno i giudici a trattare come diritto positivo un fenomeno che non ha nulla a che fare con le leggi e tutto a che fare con l’etica dei criteri non negoziabili di comportamento e di vita.
       

 

© FOGLIO QUOTIDIANO


ARGOMENTI UTERO IN AFFITTO , UNIONI CIVILI , DONNE

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