“Non spegnete i telefonini in sala”. Ecco l’app che cambia il modo di ascoltare la musica classica

La River Oaks Chamber Orchestra di Houston cambia registro e lancia Octava, applicazione da scaricare su smartphone e tablet per guidare gli spettatori all’ascolto della musica in diretta. Applausi e critiche, ma l’esperimento piace e funziona.
“Non spegnete i telefonini in sala”. Ecco l’app che cambia il modo di ascoltare la musica classica

La River Oaks Chamber Orchestra

Utilizzare uno smartphone o un tablet durante un concerto? Non sia mai! Flash e riprese che “rubano” momenti del grande solista? Mi alzo e me ne vado (vedi Keith Jarrett). Live twitting di un’opera lirica? Che obbrobrio! E se invece i device migliorassero l’esperienza musicale?

 

La River Oaks Chamber Orchestra di Houston cambia registro. Sta per cominciare la sesta Sinfonia di Franz Joseph Haydn e il pubblico ha la testa china. Dall’altoparlante in sala non è diffuso l’avviso di spegnere i cellulari ma di aprire (per chi ne fosse in possesso) o scaricare l’App della Roco chiamata Octava.

 

Un’App molto interessante che contiene, oltre alle notizie storiche, commenti di musicisti dell’opera che si sta ascoltando, una guida all’ascolto in tempo reale. Alecia Lawyer è la mente di tutto ciò. In verità il progetto iniziale appartiene a Linda Dusman ed Eric Smallwood, due giovani musicisti con la passione per l’informatica. L’esperimento era nato con l’Orchestra dell’Università del Maryland Baltimore County, un complesso di non professionisti che gravitava all’interno della programmazione culturale universitaria. Merito di Alecia Lawyer quello di sviluppare l’App in sinergia e all’interno di un’Orchestra professionale come quella della Roco.

 



 

L’App funziona in maniera molto semplice. Durante il concerto è nascosto in balconata un musicologo munito di iPad e partiture. In precedenza sono state preparate delle note che spiegano cosa succede durante l’esecuzione e, in momenti particolarmente significativi, sono trasmessi a tutti gli utenti connessi con l’App, commenti degli orchestrali, immagini delle partiture che permettano all’ascoltatore di comprendere meglio cosa stia accadendo. Anche l’opera lirica subisce il fascino della tecnologia. Sulla stessa app è anche possibile seguire in tempo reale il libretto dell’opera in scena. Gli ideatori non hanno lasciato nulla al caso. Per evitare inutili distrazioni lo schermo è abbastanza offuscato e le note che compaiono via via non creano intermittenti lampi di luce.

 

[**Video_box_2**]In molti guardano a questa nuova possibilità con orrore, altri (le grosse istituzioni sinfoniche) invece studiano il fenomeno. Arreca fastidio a chi non utilizza il telefono? Potrebbe distrarre i musicisti in scena? E’ giusto ascoltare in questa maniera la musica? L’Orchestra di Houston intanto offre gratuitamente a tutti quest’applicazione e per tener buoni “gli integralisti dell’ascolto” ha creato settori ben definiti per chi utilizza Octava. All’interno di questi settori ci sono giovani studenti liceali che aiutano gli ascoltatori più impacciati con le nuove tecnologie. In uno di questi settori, racconta Radio Here&Now di Boston, quasi casualmente, si ritrova la signora Mary Bacon, un’anziana donna brizzolata abbonata storica della Roco. Finito il concerto ripone il suo smartphone in borsa. Ha appena ascoltato della buona musica guidata da Octava. “Le mie conoscenze tecnologiche sono poche e non sapevo come utilizzare l’App. Per fortuna al mio fianco dei ragazzi mi hanno aiutata. Era una cosa che volevo fare!”.

 

Uno degli aspetti più interessanti di quest’applicazione è proprio la possibilità di interessare persone con età tra le più diverse, consentire un ascolto più consapevole e abbattere quel senso di staticità e imbalsamazione che molte volte si respira nelle sale da concerto. In molti che criticano le persone che tossiscono durante un concerto, applaudono al momento sbagliato o utilizzano lo smartphone durante un’opera a teatro, ricordo che all’epoca  di Mozart o di Verdi a teatro, mentre lo spettacolo andava in scena, si mangiava, si giocava d’azzardo e si tradivano fidanzate e mogli, senza l’insurrezione dei musicisti e dei puristi che, ahimè, non erano numerosi come ai giorni nostri.

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