Sentinella in piedi, quanto manca?

Marciare a passo di corsa, ma pensando al futuro remoto. La causa giusta del Dies Familiae e di tutti gli sforzi di equilibratura etica cattoqualcosa, chiesa italiana compresa, o parte di essa, non toglie che la causa sia in termini mondani persa, abbondantemente persa.
Sentinella in piedi, quanto manca?

Marciare a passo di corsa, ma pensando al futuro remoto. La causa giusta del Dies Familiae e di tutti gli sforzi di equilibratura etica cattoqualcosa, chiesa italiana compresa, o parte di essa, non toglie che la causa sia in termini mondani persa, abbondantemente persa. Bisogna saperla perdere anche qui, adesso, facendo mille piroette di retroguardia, manovre diversive e tutto quello che la fantasia politica del popolo può suggerire, perderla con stile guardando al futuro remoto, un momento in cui, per procedure laiche, en philosophe, e sensibilità cristiane, il verdetto sarà rovesciato: non nel segno dell’intolleranza, ma dell’irrilevanza dei diritti d’amore universali e della decostruzione del matrimonio biparentale classico (uomo e donna). Quando si tornerà a distinguere tra amore sentimentale e amore sponsale, tra fare l’amore e produrre pargoletti.

 

Dopo Olanda, Canada e altri, il 30 giugno del 2005, dieci anni fa, la Spagna, paese latino-cattolico come l’Italia, approvò le nozze gay e le adozioni da parte del progenitore A e del progenitore B. Da allora Stati Uniti, via Corte suprema, eppoi Gran Bretagna e Francia, e poi l’Irlanda per la via breve e ciudadana del referendum, hanno polverizzato quelle che all’epoca di san Giovanni Paolo II e Camillo Ruini e Benedetto XVI furono le battaglie antirelativiste per la vita e contro la manipolazione di sentimenti e sacramenti, anche la comunione dei santi laici che si invera nella codificazione della cultura cristiana via diritto di famiglia (matrimonio civile tra persone di sesso diverso). Non ce n’è più per nessuno, cadrà la Germania, cadrà l’Italia. Il ricordo del referendum sulla bioingegneria e sull’embrione è cancellato virtualmente, sia dalle sentenze sia dallo spirito della maggioranza come si esprime nel sistema dei media e delle comunicazioni sociali cosiddette. La fitness come nuova legge generale del creato, un portato diretto dell’apocalissi di Zarathustra che sostituisce quella di Giovanni, ha fatto a pezzi il corpo, banche dello sperma, degli ovociti, uteri in dono o in affitto, cause legali contro genitori che fanno nascere figli imperfetti. Nel futuro remoto si vedrà, un mondo tanto generico e tanto narcisista, preso e infilzato nelle sue passioni, alla fine dovrà guardare la realtà oltre lo specchio (Through the Looking-Glass) e ricredersi. E lo farà, anche grazie alle testimonianze di un esercito in rotta quale oggi è la sentinella in piedi, grande trovata, o il manifestante con mezzo episcopato alle spalle e mezzo contro, nella sornioneria del Papa gesuita, dopo l’abdicazione del pastore filosofo e teologo.

 

[**Video_box_2**]Alla sconfitta bisogna saper sorridere. E’ chiaro che chi difende matrimonio e famiglia non vuole offendere diritti di altri fuori del perimetro, come ostinatamente si vuole far credere. E’ chiaro che i bambini sopravvivono alla famiglia allargata e scombinata sessualmente, ideologica come dice il cardinal Bagnasco. E’ presumibile che l’amore non conosca confini, e altre verità gay da baci Perugina. Due o tre generazioni faranno l’esperienza-limite dell’impensabile, e per molti sarà perfino un’esperienza gioiosa e promettente. Si creerà un’atmosfera irrespirabile per i tradizionalisti, che diverranno per due o tre o più generazioni una strana maggioranza silenziosa o minoranza rumorosa senza il diritto alla propria opinione, spacciato per omofobia, per aridità di visione e di vita. Alla realtà si sostituiscono in modo mai così chiaro le nicciane interpretazioni. E tutto procederà com’era inevitabile dopo il divorzio, dopo la pillola Pincus, dopo un miliardo e centinaia di milioni di aborti accolti dalla sordità morale del mondo nel nome della libertà riproduttiva. Nel frattempo bisogna far capire con pazienza che quel che difendono i non omologati non è una prigione affettiva, la denegazione della giustizia agapica per tutti, un’idea esclusivista di educazione dei bambini e di affettività della differenza, un tabù contro il dogma incipiente della teoria del gender. No: chi va in piazza e si erge in piedi a sentinella, guardando con vana speranza al presente, e con giudiziosa aspettativa a un futuro remoto, difende l’acqua, il vino, la pioggia, il pane, la neve, il cielo terso, le nuvole, la carne, il vagito, lo sguardo sulla realtà in nome della realtà, tutte cose che l’Io abissale dei moderni non è in grado di intercettare di qui a un tempo lontano, molto lontano, ma tempo certo com’è vero il mondo.

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