Fiorella, il concerto perduto e i pidocchi

De Magistris e il M5s s’arrampicano sulla Mannoia, che spruzza il Ddt. La cantante si è infastidita per il suo mancato ingaggio al concerto di Capodanno a Roma. Ma ancora di più dev’essersi infastidita quando ha visto che Luigi De Magistris la invitava al concerto di Capodanno a Napoli già fregandosi le mani per le roteanti prodezze d’uno schiaffo a Renzi.
Fiorella, il concerto perduto e i pidocchi

Fiorella Mannoia in concerto (foto LaPresse)

Ha allusivamente straparlato, l’indomani ha precisato, e ovviamente ha poi concluso: “Penso che questa faccenda abbia assunto delle dimensioni esagerate. In fondo sono solo una cantante. Non mi piace che attraverso questa vicenda si faccia campagna elettorale con il mio nome”. E certo Fiorella Mannoia si è infastidita per il suo mancato ingaggio al concerto di Capodanno a Roma (“Non chiedetemi perché, non lo so… anche se… un’idea ce l’ho. Non è stato il Vaticano!”). Ma ancora di più la cantante dev’essersi infastidita quando ha visto che Luigi De Magistris, o’ sindaco furbetto, la invitava al concerto di Capodanno a Napoli già fregandosi le mani per le roteanti prodezze d’uno schiaffo a Renzi, il presunto censore di cantanti (e suo avversario). E la signora Mannoia deve aver pericolosamente avvertito il senso del ridicolo anche quando alcuni parlamentari del M5s si sono arrampicati sulle sue parole come pidocchi sulla criniera di un purosangue, in un esercizio d’involontaria caricaturizzazione.

 

Le ha scritto per esempio un tale onorevole Tofalo: “Se il prossimo anno vorrai la tua pagnotta e il tuo bel concertino personalizzato inizia a parlar piano, stai attenta a non pronunciar parole ‘rivoluzionarie’ e pericolose per i ‘potenti di turno’, gli uomini del re sono ovunque e ci ascoltano”. Fino all’auto riduzione a macchietta del senatore  Santangelo: #iostoconfiorella (seguito da raffinate considerazioni tuitteriane, tipo: “#iostoconFiorella contro un governo infame che censura artisti e affama il #popolo! quando la ribellione diventa dovere #chiTaceE’merda)”. Ma Fiorella Mannoia non ha riconosciuto in questa sgangherata recita la voce del popolo. La voce dei paraculi, quella sì.

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