Guardare le foto di Liu Xiaofang per capire la "nuova Cina"

Mostra a Roma della fotografa cinese. Perché l'arte in Cina è sempre più importante, dall'acquisto record di un Modigliani alle quotazioni in crescita degli artisti
Guardare le foto di Liu Xiaofang per capire la "nuova Cina"

Liu Xiaofang

Ogni opera di Liu Xiaofang, fotografa cinese nata a Datong, nella provincia dello Shanxi, è racchiusa in un cerchio. Prive della costrizione di una cornice squadrata, le fotografie di Liu ingannano la prospettiva dell'osservatore, grazie a un gioco intelligente di vuoti e ad ampie campiture di cielo che dominano la maggior parte dei panorami. La mostra Future Memories, inaugurata il primo di dicembre a Roma al Visionaria Art Space in via della Conciliazione con la collaborazione della Fondazione Terzo Pilastro: Italia e Mediterraneo, raccoglie alcune delle opere più oniriche di Liu, in cui piccole figure infantili sono spesso sommerse, come in un sogno, dal paesaggio che le circonda.

 

Liu Xiaofang è nata nel 1980, all'indomani della grande apertura della Cina (economica, in parte culturale, non politica) voluta dall'allora presidente Deng Xiaoping, ed è dunque figlia della nuova Cina, in cui l'arte non è costretta all'elogio dei successi del comunismo ma può essere espressione personale – e l’arte di Liu è personalissima, come quella di molti suoi colleghi cinesi, legata a ricordi, a memorie nascoste, a immagini dell’infanzia. Ma la nuova Cina è anche in cerca di dominio, e questo si esprime anche in campo artistico. E’ recente la notizia dell’ex tassista cinese, oggi miliardario, che ha comprato un dipinto di Amedeo Modigliani per 170 milioni di dollari, stabilendo un nuovo record per le opere del pittore italiano e raggiungendo il secondo maggior prezzo mai pagato per un dipinto battuto all’asta. L’ex tassista, Liu Yiqian, non è un miliardario eccentrico, ma uno dei più importanti collezionisti d’arte al mondo, che ha investito centinaia di milioni di dollari nel sogno di creare in Cina un centro di arte moderna corrispondente al Guggenheim.

 

E se questa tendenza si va espandendo tra i collezionisti cinesi, anche la Cina degli artisti è in fermento, ed è così richiesta sul mercato che il mese scorso Tao Hongjing, presunto artista cinese piuttosto quotato, ha rivelato al mondo di essere nato in Francia, di chiamarsi Alexandre Ouairy e di non avere niente di cinese. Il fatto è che il semplice nome di origine cinese, ha detto, suscitava l’interesse di compratori e galleristi.

 

[**Video_box_2**]Liu Xiaofang non ha bisogno di nomi d’arte, e la sua fotografia, di respiro internazionale ma piena di riferimenti anche espliciti alla tradizione cinese, è l’esempio perfetto di un paese che sta trovando la sua voce nel mondo.

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