Molti auguri a Serra e agli sdraiati che non vogliono vedere la guerra di religione

Il pauroso arretramento del mio mondo nei confronti di chi combatte in nome di Dio. I volenterosi carnefici spuntano sempre, per via del peccato originale (Baudeleaire diceva che l’incoscienza del male dimostra la natura corrotta dell’umanità), ma non sono determinanti.

Molti auguri a Serra e agli sdraiati che non vogliono vedere la guerra di religione

L'intervento dell'esercito dopo l'attacco dei jihadisti all'hotel Radisson a Bamako (foto LaPresse)

Non sono convinto, come scrive abusivamente Serra nella terza puntata della confutazione e interpretazione di un mio articoletto, che “l’intero islam” ha dichiarato guerra all’Europa o all’occidente cristiano. Le guerre tra le nazioni del sistema europeo degli stati, comprese quelle del Novecento, mondiali, sono state promosse e combattute da classi dirigenti, leadership e partiti. I popoli nella loro “interezza” furono l’esercito di riserva per la formazione delle unità combattenti, ma furono premier, presidenti, dittatori, duci, intellettuali, vati, scienziati, filosofi militanti coloro che si posero alla guida degli eventi e li determinarono. I volenterosi carnefici spuntano sempre, per via del peccato originale (Baudeleaire diceva che l’incoscienza del male dimostra la natura corrotta dell’umanità), ma non sono determinanti. Un sondaggio di quelli che adesso vanno per la maggiore avrebbe agevolmente dimostrato che una percentuale magari maggioritaria dei tedeschi o dei francesi o degli inglesi o degli americani o degli italiani la guerra se la sarebbe risparmiata volentieri, erano popoli “moderati” come l’islam moderato famoso, pacifismo integrale e non interventismo a parte. Ma le nazioni si immersero nelle ostilità, e procedettero alla bisogna. Furono generatrici, le guerre, di grande carnaio, di vincitori e vinti.

 

La umma islamica, per quanto multinazionale, multilinguistica (non sul piano teologico e religioso, perché il Corano scritto in arabo su dettatura di Allah il misericordioso non si traduce), multietnica, e per quanto divisa da linee di faglia ereticali, da credenze folklore esoterismi e stili per così dire diversissimi tra loro, è una grande nazione dei fedeli che si riconosce in Maometto profeta e nella sua ultrarivelazione, nella sua etica di guerra, nel suo disconoscimento dell’autonomia del soggetto, della libertà civile e femminile, nel suo istinto predatorio che infiniti addusse lutti agli achei. Per ragioni complicate, ciascuna a suo modo, le diverse componenti della umma, da quelle dinastiche recenti custodi dei luoghi santi e puriste e pseudoalleate dell’occidente a quelle della scia alidica, fino alle diverse ortodossie della sunna coranica, più l’islam europeo che è gagliardo parecchio e dissimulato molto, sono in guerra con chi è diverso da loro, giudei cristiani cattolici e protestanti, e domina attraverso scienza, tecnologia e cultura l’ordine mondiale in un modello di vita relativamente libero sul piano politico e assolutamente libero sul piano pratico, morale, musicale, fino al bacio in bocca con il diavolo mentre in nome di Dio sei sgozzato nel gran teatro del Bataclan, la metafora più affine a quella abusata del Titanic che si conosca. A Bamako, in Mali, venerdì, come prima nell’università keniota, basta recitare versetti del Corano per essere rilasciati come ostaggi o risparmiati sul patibolo dello scontro di civiltà e di religione, e non è un “basta” che significhi poco. Va bene, avete deciso di non credere che questa che vedete sia la realtà. Molti auguri.

 

Serra imputa a chi la pensa diversamente da lui, profeta degli sdraiati, una posizione virilista occidentalista e cristianista, una attitudine devota da difensori della Casa della Fanciulla. Ora, la devozione o pietà religiosa non nasce con il Cristo Gesù ma con Omero, e ha una lunga storia anche pagana. Così anche l’amore per il nemico è evangelico non meno che iliadico, odissaico e virgiliano.

 

[**Video_box_2**]Non si pensi che da un lato ci sono gli sdraiati e gli arrapati di vita, quelli che non si faranno rubare la tenerezza e le emozioni, parole forti, e che vogliono continuare a ballare e a godere bocca a bocca con il Diavolo; dall’altra una casta di sacerdoti armati della democrazia occidentale che si nega e si deforma nella sua devozione eroica, nemica del principio del piacere. A me il piacere piace, come a tutti quelli delle generazioni moderne e postmoderne, e me lo procuro come posso: sono anch’io una macchina desiderante, chiedo scusa. Ma uno dei piaceri più arrapanti è quello della ragione, di una calma e serena visione delle cose. In questa visione, che non è di quelle da confidare a un dottore psicoanalista, senza offese per gli psicoanalisti, e non è di quelle che si soddisfano andando al cinema, come voleva Weber, è compresa l’osservazione del reale con tutte le sue emozioni. L’emozione del momento è la guerra in nome di Dio e il pauroso arretramento del mio mondo nei confronti di chi la conduce, avanguardia combattente di un miliardo e mezzo di credenti. Mettiamola anche in musica o in musical, baciamoci col diavolo, aboliamo il Natale uniculturale, ma predisponiamo le difese necessarie. Questa e solo questa è la mia bizzarria.

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