Ehi, bellezza

François Gilot, la musa di Picasso, difende i fischiatori (in via d’estinzione) per le strade
Ehi, bellezza

Se un uomo seduto a cavalcioni sopra un’impalcatura ti fischia mentre cammini sul marciapiede, se un ragazzo ti fa l’occhiolino al semaforo, se un altro dice ehi principessa dove vai, se il fruttivendolo fa i doppi sensi sulle banane mentre stai cercando i soldi nel portafoglio, è un assalto sessuale? E’ la guerra fra i sessi? Qualcuna dirà, in preda alla rabbia: sono stata assalita per strada oggi. E noi intorno ci scandalizzeremo, diremo: che volgarità, che modi, che cosa umiliante, ma forse segretamente penseremo: oggi nessuno mi ha detto “ciao principessa”, che cos’ho che non va? Secondo Françoise Gilot, novantatreenne tumultuosa, pittrice, modella, musa e fidanzata di Picasso, madre giovane di Claude e Paloma, “non c’è niente di male a ricordarsi che nella vita c’è l’erotismo, e che l’erotismo corre per le strade, soprattutto a Parigi”. In un libro in uscita in Inghilterra, “About Women: Conversations Between a Writer and a Painter” (lo scrittore è la sua amica americana Lisa Alther, autrice di “Istantanee di famiglia”, “Peccati originali”, divenuti classici del femminismo negli anni Settanta), Françoise Gilot ha deciso di litigare con l’idea di rapporti correttissimi fra uomini e donne, quelli senza mai una frase fuori posto, ma con la continua ricerca di un motivo di tensione e di offesa.

 

“Se un uomo ti fischia per strada e tu gli sorridi, questo gesto olia le ruote sociali e facilita i rapporti fra le classi e i sessi… è una sorta di dare e avere che riconosce che l’altro esiste, quindi in questo senso non significa affatto trattare l’altra persona come un oggetto”. Secondo Françoise Gilot, passare il tempo a offendersi, a indignarsi, rende i rapporti sgradevoli: “Se un uomo mi dice qualcosa e io lo prendo come un insulto, allora sarò insultata più volte al giorno da persone che non rivedrò mai più… se invece sorrido vaga e vado per la mia strada, non mi costa un granché”. Anzi, sostiene Gilot che una vera parigina pensa: oggi per strada ho ricevuto tre fischi e quattro commenti, non ho bisogno di guardarmi allo specchio per sapere che sono in forma. Così, alle amiche americane che si indignano e si irrigidiscono per un bacio lanciato per strada, o per un’occhiata troppo penetrante, e immaginano la possibile degenerazione successiva, Gilot risponde schietta: beh, stava solo cercando di farti un complimento. Un complimento, magari un po’ pesante, non è un’offesa, non è una molestia, un abuso, a Parigi è un diritto.  Sono gesti maschilisti, primitivi, animaleschi? Forse sì, soprattutto quando nessuno li fa più.

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