Molto meglio "Snoopy & Friends" della disputa Muccino-Pasolini

Va detto che per chi scrive i Peanuts sono sempre stati piatti, in bianco e nero con le nuvolette, e quel fantastico modo di tradurre alla Linus che al posto dei “marshmallow” scriveva “toffolette”. Del resto, ai lettori svizzeri che andavano a comprarsi la rivista oltreconfine per non pagarla oro, le toffolette sembrarono una variazione sui wurstel.
Molto meglio "Snoopy & Friends" della disputa Muccino-Pasolini

Siamo consapevoli che questa disamina di “Snoopy & Friends – Il film dei Peanuts” sembrerà ai trentenni noiosa e datata come i dibattiti su Pier Paolo Pasolini. Roba del secolo scorso: Charles M. Schultz è morto nel 2000, e regnante YouPorn ha scarso diritto di cittadinanza un bambinetto che muore d’amore dietro a una Ragazzina dai Capelli Rossi, senza mai rivolgerle la parola. Figuriamoci Lucy, pestifera ragazzina che apre ogni tanto il suo chiosco da psicoanalista – 5 cents a consiglio, che di solito suona “lascia perdere, non ce la farai mai”. E figuriamoci Snoopy, bracchetto che ancora scrive a macchina sul tetto della cuccia il suo romanzo: “Era una notte buia e tempestosa…” (incipit rubato a un racconto di Edward Bulwer-Lytton, che due secoli fa ebbe il suo momento di celebrità raccontando “Gli ultimi giorni di Pompei”).

 

Va detto che per chi scrive i Peanuts sono sempre stati piatti, in bianco e nero con le nuvolette, e quel fantastico modo di tradurre alla Linus che al posto dei “marshmallow” scriveva “toffolette”. Del resto, ai lettori svizzeri che andavano a comprarsi la rivista oltreconfine per non pagarla oro, le toffolette sembrarono una variazione sui wurstel (si mettevano su uno stecco e si esponevano alla fiamma, che altro potevano essere?). Mai visti neppure i disegni animati con Snoopy e compagnia. Quanto al 3D, pareva una bestemmia solo a pensarlo.

 

Il terrore sparisce appena il film comincia (e pure le voci dei doppiatori bambini - Chiara Fabiani, Teo Achille Caprio, Diego Collega, per citarne alcuni – sono meno terribili a sentirle che a immaginarle). Il ritmo è velocissimo, il regista Steve Martino aveva diretto “L’era glaciale 4”, allenandosi sullo scoiattolino Scratch e la ghianda che sempre gli sfugge. Da qui le critiche di leso fumetto e di leso bambino che è in noi: ad attaccare sono gli stessi che di Pier Paolo Pasolini hanno fatto un santino insopportabile (e mai nessuno che ricordi le poesie, invece degli illeggibili romanzi).

 

[**Video_box_2**]Da Piperita Patti a Pig Pen a Schroeder sono tutti giustissimi nelle rispettive nevrosi – oggi probabilmente le maestre non li riterrebbero adatti ai piccini, che bello è stato crescere in un mondo dove Lucy poteva sottrarre il pallone a Charlie Brown, dopo avergli giurato “stavolta no”. Il più adorabile è Snoopy, in versione scrittore e in versione “Maledetto barone rosso!” a bordo del suo Sopwith Camel. Purtroppo gli hanno messo a fianco una fidanzata barboncina francese, tale Fifi, ed è lì che il nostro cuore ha cominciato a sanguinare.

 

Chiediamo perdono, quindi, per aver trascurato la disputa Muccino-Pasolini. Avevamo cose più importanti da sbrigare. Va detto altresì che noi “Padri e Figlie” – ultima fatica firmata Gabriele Muccino – lo abbiamo visto, e ci stavamo sforzando di dimenticarlo.

 

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