Il modello Netflix per salvare le biblioteche è una buona idea, ma non la migliore

La rete MediaLibraryOnLine, network di 4000 biblioteche raccolte sotto il brand Mlol ha affiancato alla classica utenza gratuita che permette di consultare ogni due settimane un solo ebook, che scaduto il termine si autodistrugge, venga affiancata l’utenza premium che permette di consultarne tre a 9,90 euri. Ci sono però altri esempi. Ecco quali
Il modello Netflix per salvare le biblioteche è una buona idea, ma non la migliore

Un giorno impareremo a parlare italiano ma per ora accontentiamoci di apprendere che la rete MediaLibraryOnLine, network di 4000 biblioteche raccolte sotto il brand Mlol, lancia da BookCity un servizio di abbonamenti che rivoluziona il prestito di ebook: sul Corriere della Sera Alessia Rastelli spiega come alla classica utenza gratuita che permette di consultare ogni due settimane un solo ebook, che scaduto il termine si autodistrugge, venga affiancata l’utenza premium che permette di consultarne tre a 9,90 euri o anche diciannove per volta, se necessario, pagando il doppio. È la forse inevitabile netflixizzazione della biblioteconomia: la possibilità di accedere a materiale coperto da diritti come e quando si vuole ma pagando la brama di ottenerlo senza sforzo fisico e senza ingombro, dematerializzato. Il virtuale è accattivante ma non è tutto oro quel che luccica. Le biblioteche che aderiscono al Mlol sono tante ma discontinue: ad esempio io mi trovo a Pavia, al piano di sotto ho una delle biblioteche private più grandi della Lombardia, a cinquecento metri la sterminata biblioteca universitaria e a ottocento una decente biblioteca civica, tutto gratis; dal bacino provinciale che coincide col mio raggio d’azione il Mlol ha caricato online soltanto il sistema bibliotecario della Lomellina e gli scaffali del comune di Montesegale.

 

L’invenzione del prestito a pagamento per materiale in possesso di biblioteche pubbliche è una soluzione che qualcuno troverà criticabile ma è pur sempre una soluzione, che verosimilmente diventerà un metodo generalizzato di autofinanziamento per biblioteche dai bilanci stremati; probabilmente lo diverrà con naturalezza e disinvoltura, visto com’è passata in sordina la notizia relativa al Mlol. È un piano inclinato e magari amplierà il numero di lettori curiosi: se per un servizio si paga è probabile che valga qualcosa, mentre un libro gratuito sembra non servire a niente. Colpisce piuttosto il repentino dietro-front del Mlol, che era nato come progetto di volantinaggio degli ebook stando a quanto aveva dichiarato tre anni fa l’amministratore delegato Giulio Blasi alla stessa Rastelli: originariamente lo scopo era non solo che gli utenti accedessero gratis al prestito degli ebook ma che addirittura se li tenessero per sempre senza pagarli mai. Il prestito illimitato è un’utopia, oltre che un ossimoro? Non ovunque. In direzione opposta al Mlol si sta muovendo da anni la Digital Public Library of America, che mira al mantenimento della gratuità del sapere universale. Incardinata a Harvard dove insegna il suo ideatore Robert Darnton, la Dpla è nata nel 2013 come biblioteca non commerciale per rendere tonnellate di volumi, in possesso di  centocinquanta istituzioni statunitensi, disponibili a chiunque abbia accesso a internet, perfino agli italiani che la ignorano; le uniche restrizioni si applicano entro il territorio del Ciad e della Corea del Nord. Settantacinquemila libri dalla biblioteca del Congresso, centomila da Princeton, centocinquantamila dalla New York Public Library, quattrocentomila da Harvard: l’idea di Darnton è che una biblioteca serva a realizzare il sogno illuministico di far leggere chiunque sappia farlo e il suo obiettivo è cambiare la legislazione americana corrente in materia di diritti d’autore.

 

[**Video_box_2**]Ma forse è davvero un problema di lingua. La società che ha ideato MediaLibraryOnLine si chiama Horizons Unlimited e nella sua ultima brochure promette di star sperimentando anche altro: nuovi modelli commerciali da elaborare coi partner, un reader che renda il materiale fruibile su qualsiasi dispositivo, un sistema aggiornato di backoffice e uno completamente nuovo di patron driven acquisition. Per fortuna è scritto in italiano che “il 2015 sarà un anno pieno di sorprese e di novità”, e non si può dire che l’invenzione della biblioteca pubblica a pagamento non sia nuova o sorprendente. Inoltre, aggiunge il Corriere, tramite il Mlol gli utenti potranno anche acquistare gli ebook; strano, perché in inglese “library” non significa libreria.

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