Nuovi genitori

Aiuto, i miei genitori sono millennial, dice dalla copertina di Time il bambino sul passeggino che si piega in diciotto parti con un dito e pesa dieci grammi.
Nuovi genitori

La copertina del Time

Aiuto, i miei genitori sono millennial, dice dalla copertina di Time il bambino sul passeggino che si piega in diciotto parti con un dito e pesa dieci grammi. I miei genitori sono giovani, un po’ hippie ma in modo tecnologico, vogliono che io cresca empatico, con la mente aperta al mondo, capace di mettermi in discussione, meglio se vegano. Sono genitori intensivi, vogliono fare tutto con me ma allo stesso tempo lasciarmi libero di decidere, mi chiedono in continuazione, anche se ho solo tre anni: “Sei sicuro? Sei davvero sicuro? E’ proprio questo che vuoi?”, e io non capisco perché la facciano tanto lunga per un gelato alla fragola.

 

Però sono simpatici, ottimisti, molto democratici (chiedono pareri anche ai miei compagni di scuola materna sulla festa di compleanno e ne discutono insieme e costruiscono pignatte con i tutorial presi da internet), ci facciamo sempre un sacco di selfie e loro poi mettono le foto su Instagram, ma se faccio un capriccio o, come dice la mamma, “abbiamo una discussione” (perché io non voglio dormire anche se casco dal sonno), lei scrive anche questo su Facebook e chiede consiglio al mondo intero, e intanto conta i pollici. Quando mi è venuta l’otite, mio padre ha cercato online le recensioni dei pediatri, ne hanno scelto uno contrario alle vaccinazioni e la nonna si è infuriata. Allora era meglio il dottor Spock!, gridava. Ma mia madre non la ascoltava (dice che la nonna l’ha condizionata troppo nelle scelte di vita, è stata una “madre elicottero” molto egocentrica, e che lei non rifarà lo stesso errore con me), rispondeva su WhatsApp al gruppo delle mamme che chiedeva come stavo, e con un dito apriva il passeggino per portarmi dal dottore: selfie all’andata, selfie al ritorno, selfie anche con il pediatra che è un millennial fan di “Inside Out” e ha detto che ho una forte personalità e che però devo imparare a essere flessibile e a condividere (un bambino in sala d’attesa ha cercato di strapparmi il mio Hulk di gomma, ma non credo che ci riproverà mai più).

 

[**Video_box_2**]Siamo tornati a casa e il papà, che ha preso l’aspettativa per stare più tempo con me, stava preparando la minestra di verdure (va a comprarle all’orto biologico, in bicicletta) e intanto scaricava “Hotel Transylvania 2”, dove c’è quel padre fantastico, giovane come il mio, che dice: “Non sono un hippie, sono un lavativo”. Io lo adoro, e lui adora me, e mi ha detto che noi tre saremo sempre “amici per la pelle”:

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