Festa del cinema di Roma, una gran bella sorpresa pop con Jeeg Robot e una cena scenografica

In Mistress America è tutto perfetto, tutto spassoso. Greta Gerwig vede gente e fa cose a New York, con una tale energia che capiamo quanto è matta solo dopo un po’. Ma resta adorabile.
Festa del cinema di Roma, una gran bella sorpresa pop con Jeeg Robot e una cena scenografica

Una scena di Freeheld

MISTRESS AMERICA di Noah Baumbach, con Greta Gerwig
Tutto perfetto, tutto spassoso. Greta Gerwig vede gente e fa cose a New York, con una tale energia che capiamo quanto è matta solo dopo un po’. Ma resta adorabile. Cerca investitori per il suo ristorante, porta a spasso la futura sorellastra (i rispettivi genitori stanno per convolare a nozze), litiga con l’amica che le ha portato via un fidanzato e un’idea per vendere magliette. Ritmo e battute da screwball comedy con bionda svampita, genere pochissimo praticato per insufficienza di registi e sceneggiatori.

 

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT di Gabriele Mainetti, con Claudio Santamaria
Gran bella sorpresa. Un regista italiano che sa fare il pop, mischia azione e ironia, si destreggia bene tra il Tevere inquinato (da un bidone radioattivo arrivano i superpoteri) e una ragazza svanita (il padre criminale muore sul lavoro, lei per consolazione invoca Jeeg Robot). Il supereroe strappa dal muro un bancomat e diventa famoso su YouTube. Luca Marinelli – gangster psicopatico e canterino in giacca con i lustrini – muore d’invidia. C’è da salvare lo Stadio Olimpico, la bomba scoppierà alla partita Roma-Lazio.

 

FREEHELD di Peter Sollett, con Julianne Moore
Ellen Page – era la ragazzina incinta di “Juno” – fa la sua battaglia per la reversibilità pensionistica. Il messaggio arriva forte e chiaro, dalla poliziotta lesbica che esigeva uguali diritti per la compagna. Al capezzale della malata vince la commozione facile, e pazienza se il cinema ne soffre.

 

THE WALK di Robert Zemeckis, con Joseph Gordon-Lewitt
Nelle sale da giovedì, per il terrore di chi soffre le vertigini. La passeggiata di Philippe Petit sul filo teso tra le Twin Towers, a 450 metri d’altezza. Era il 1974, Joseph Gordon-Levitt ha imparato a reggere il bilanciere e a fare i passettini da funambolo raso terra, al resto provvedono i fantasmagorici effetti speciali in 3D. Il regista vira tutto in favola, raccontata dall’acrobata arrampicato sulla fiaccola della Statua della Libertà.

 

Mariarosa Mancuso
 


Lunedì era il compleanno di Antonio Monda. Happy birthday glielo ha augurato tutto lo staff della Festa nel suo ufficio con un brindisi. Super happy pure noi poiché al 4° dì della rassegna non vi è stato un solo giorno senza film sapidi e incontri ravvicinati con artisti come Jude Law, Renzo Piano, Wes Anderson con la scrittrice Donna Tartt, Bill Friedkin con Dario Argento. Tra i film gustosi, “The Walk” di Robert Zemeckis, “Mistress America di Noah Baumbach, e believe or don’t, due italiani di qualità: “Jeeg Robot” e “Monitor”. Jude Law ha schizzato il Red Carpet, e da bravo inglese la sua Conversazione era professionale e assai riservata. Il suo film preferito è “La morte corre sul fiume” del ’55, ottimo thriller con Robert Mitchum, unico film diretto dal magnifico Charles Laughton (“Testimone d’accusa”). Joel Coen e Frances McDormand da bravi Yankee erano più sciolti e intimi. Frances incontra Joel a un provino per il primo film dei Coen “Blood Simple”. Dopo Joel la invita a tornare ancora alle 14 per un secondo provino. “No” risponde l’attrice che non aveva mai fatto un film. “Devo essere a casa per vedere una soap opera dove recita il mio boyfriend”. Joel dice che l’ha scelta come usa, attrice e moglie per la sua insolita autonomia e lealtà. Cvd: “In amor chi scappa vince”. Nel weekend, fighissima cena alle Terme di Diocleziano del Mia, Mercato internazionale dell’audiovisivo, quest’anno in gran spolvero. Scenografia antica insuperabile con pappa ottima. Sdraiato contro una colonna dell’enorme chiostro come un imperatore romano, c’era Sandro Silvestri con un piatto vuoto in mano. Dall’improvvisato triclivio chiede: “Quando arrivano i dolci?”. Altra scena imperdibile alla cena, un enorme maiale (in menù la porchetta) sul quale vigilavano statue di due cupidi antichi. Tra gli ospiti il ministro Franceschini, Monda con la sua arma segreta Jacquie Rhynie Greaves Monda. Tra gli ospiti, la giornalista Maria Grazia Farruggia incintissima, Valeria Marini fasciata in nero con borsa a farfalla coloratissima, scortata dalla raffinata Raffaella Fioretta (Cerimoniale) e Lidia Ravera, da cui origliamo: “Fare l’Assessore alla cultura e scrivere sono incompatibili. Poiché non ho più il fascino di una volta, meglio darsi alla scrittura”.

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