Cosa succede in Rai al tempo della fatwa sui talk-show

Il nuovo modello di ospite, lo stile del conduttore. Appunti di un dipendente Rai, aspettando Terminator
Cosa succede in Rai al tempo della fatwa sui talk-show

Maria Elena Boschi negli studi di Ballarò (foto LaPresse)

Roma. Sono di nuovo io, il quadro Rai, quello dell’altra volta, quello che raccontava dell’intervista a Campo Dall’Orto (dio lo abbia in gloria). E tutti a stupirsi, leggevo i commenti, gli sghignazzi: “A Viale Mazzini sono come Fantozzi”, sì, certo, come no. E intanto ’mo è arrivato Rambo. Contenti? Ci credete adesso? Che poi questi dei talk, poveracci: una volta, mi ricordo, appena assunto, i conduttori li vedevo arrivare con l’auto blu, ma pure Santoro, eh! Arrivavano come le star, facevano il 15, il 20 per cento, e tu li guardavi e pensavi: “Ammazza!. Saranno pure tutti comunisti (tutti tranne Vespa, ovvio), però che signorilità, che portamento!”. Non c’era Twitter ma me le ricordo certe strette di mano, certi: “Mi firma il libro? Per favore: a Grazia, con stima”. Certi abbracci di signore di Roma nord che scendevano apposta a vedere e a toccare con mano com’erano i velluti dei Gad, i sorrisi dei Floris. Poi c’era e c’è Vespa: lui però l’auto blu ce l’ha ancora, e questo dovrebbe bastare come dettaglio: i sorrisi nel piazzale di via Teulada, gli inchini dei parlamentari: “Direttore!”, “dottor Vespa!”. E invece niente, ora niente, che mi viene tristezza anche solo a scriverne.

 

Porro l’altro giorno l’ho visto scendere dal motorino: dal motorino! Un pischello! Un po’ meglio quelli del mattino: però quelli, poveri, si alzano alle quattro, non puoi chiedergli di fare i principi e le principesse: se alle cinque stai bevendo il terzo caffè con le sarte di Saxa , se sembri incazzato io ti capisco. E ora questo povero Giannini, uno perbene, si vede che l’hanno tirato in mezzo: sta lì a fare a pugni con quell’altro là, Floris – che pure a lui, ma chi gliel’ha fatto fare: se rovinano per ’sti sordi maledetti – se spartiscono ’sto misero dieci per cento in due, stanno lì ad accapigliarsi per Salvini, una tenerezza che non ti dico. E poi, appunto, ci mancava pure Renzi che li percula con Rambo: “Perdete contro Rambo su Retequattro!”. “Replica per replica, allora guardo Stallone”: ma lasciali stare, ma cosa vuoi, smettila, ’a bullo, ma cosa ti accanisci. E prima la settimana scorsa: vince Rambo, e vabbè. E poi pure l’altra sera. E pazienza.

 

[**Video_box_2**]Sono andato a controllare: ne restano altri due o tre, poi sono salvi. Anche se quelli di Retequattro saranno già sotto casa di Stallone per supplicarlo di girarne un altro in due settimane, così, solo per il gusto di rompere i coglioni. E pensare che era partita anche bene: che sempre Campo Dall’Orto nostro, dio lo abbia in gloria, li aveva risparmiati nella famosa intervista: “Non credo sia utile dire quali sono i modelli di talk con i quali ho più confidenza. Credo sia più utile dire quali sono i modelli che secondo me funzionano e che mi capita spesso di vedere quando guardo la tv sia in Italia sia all’estero: poche persone che parlano, molti punti di vista differenti, molte conversazioni a due, anche solo con il conduttore. Con un unico fil rouge: quello di fare informazione per permettere a chi sta guardando non di indignarsi o di eccitarsi ma di imparare qualcosa di più”. Cioè, capito? Non credo sia utile dire quali sono i modelli! Che tradotto vuol dire: vi do una chance, me trattengo, non voglio sta affa’ un casino subito. Ma manco quello è servito: anche se, per carità, c’hanno provato. L’altra mattina giro su Agorà e vedo che c’è Greco da solo con due: uno della Lega e uno che boh. E mi sono chiesto: ma gli altri? Gli hanno dato tutti buca? Che lì sono sempre in 300, con gli attrezzisti che vanno in giro per gli studi a dire “che ce l’hai una sedia? Sì, un’altra, per quelli di Agorà, poi te la riporto”. E invece ora sono in due, lì, striminziti. Poi mi sono ricordato di Campo Dall’Orto nostro, dio lo abbia in gloria, che dice “poche persone che parlano” e allora ho capito. E anche i faccia a faccia: mo’ stan tutti lì a parlare uno alla volta. Il mio collega, furbo che è lui, dice che l’ha detto per far tornare la Bignardi, che lei fa solo faccia a faccia, ma non lo so. Sta di fatto che l’altra sera sono passato a salutare un amico mio a Teulada: il sole tramontava, Vespa stava aspettando non so chi, c’erano tutti i mammasantissima schierati, in fila, come ai vecchi tempi, pronti a salutare come si fa con il Papa quando scende dalla scaletta dell’aereo. Ah, la vecchia Rai. Ah: non dico la Dc, ma almeno Silvio… Vabbè, mi è preso un groppo alla gola, mi sono commosso. Speriamo – ho pensato – che quelli di Retequattro ora non attacchino con Terminator.

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