Anche l’algoritmo dice che ci conosciamo un po’ tutti, ma carnalmente

Nove volte senza condom, quattro milioni di partner indiretti. Il calcolatore ideato dal portale Lloyds Pharmacy dice che chi non usa il preservativo (non è una domanda retorica) va a letto con il proprio partner, tutti i suoi ex in rubrica e pure tutti gli ex di quegli ex.
Anche l’algoritmo dice che ci conosciamo un po’ tutti, ma carnalmente

Quando vi unite carnalmente con qualcuno, fateci caso: non siete soli e state allacciando i vostri fluidi corporei a quelli di un numero esponenziale di sconosciuti. Da Trieste in giù, ma pure da Vladivostok a Capo Horn, da Los Angeles a Pechino, dall’Esselunga al Walmart, dalla farmacia al tribunale: la vostra tiratura sessuale comprende tutte le rotte. Lo dice il calcolatore ideato dal portale Lloyds Pharmacy: chi non usa il preservativo (non è una domanda retorica) va a letto con il proprio partner, tutti i suoi ex in rubrica e pure tutti gli ex di quegli ex. Il quotidiano britannico Independent, che reca la notizia, è più morbido e parla, perifrasticamente, di “esposizione sessuale”.

 

Sapevamo già che tutto il mondo è paese e a rintracciare i sei gradi di separazione – secondo l’omonima ipotesi semio-sociologica tutti gli esseri umani sarebbero legati tra loro da una rete di cinque persone – abbiamo giocato tutti: conosciamo il piacere dello scoprirci collegati a Sharon Stone, Pirandello, Pirlo e Papa Francesco. Il calcolatore (grande commozione per il ripristino di una parola che credevamo ormai colonizzata da algoritmo, lunga vita all’Inghilterra!) di Lloyd Pharmacy, però, non fornisce una meccanica con cui potremmo scoprirci amanti del Johnny Depp non deflagrato, ma ci getta nel mucchio e si ferma alla notazione quantitativa: se siamo stati a letto con nove persone, senza preservativo, abbiamo “connessioni sessuali indirette” con circa 3.917.918 persone (non è un’iperbole, ma il risultato di un calcolo, se pure approssimativo: provare per credere). Insomma, ciascun individuo sessualmente attivo (cui succedano cose ignominiose come lasciare il condom nel cassetto) è andato indirettamente a letto, in media, con una metropoli occidentale. Lucio Battisti non aveva idea che quelle dieci ragazze tutte per lui fossero in realtà quattro milioni di persone. Le connessioni sessuali indirette di Franco Califano e Serge Gainsbourg, invece, sarebbero state calcolabili solo col ricorso ai numeri immaginari. Non che sia una scoperta: in fondo, quando l’Aids ci spaventava come oggi ci spaventa il cancro – un timore svanito non esattamente a ragion veduta, visto che il virus non è stato debellato, né depotenziato al punto da essere trascurabile – sapevamo bene che fare l’amore significa incontrare l’ignoto e il passato e che né l’ignoto né il passato sono controllabili o archiviabili. Temevamo i corpi perché li immaginavamo ricoperti di tracce invisibili a occhio nudo. Temevamo i corpi perché erano i mezzi del contagio. Adesso, al contagio abbiamo sostituito la connessione: il calcolo delle persone che incontriamo nel corpo del nostro amante è un’occasione, come decine di altre, per confermare la nostra ubiquità, annullare i confini, sentire la piccolezza del mondo e tacitare il pensiero sulla sua grandezza.

 

[**Video_box_2**]La connessione, a differenza del contagio, non ha eziologia: è l’attributo ontologico del nostro tempo. Ci scopriamo connessi dal sesso, a nostra insaputa. Scopriamo che potremmo avere, dentro di noi, tracce di fluidi del nostro sindaco, di uno studente erasmus svedese, di Varoufakis e non perché abbiamo fatto del sesso occasionale e ci è capitato di finire in un bungalow dove, completamente ubriachi, ci siamo gettati tra le braccia del sindaco, dello svedese o di Varoufakis, ma perché i corpi che incontriamo sono un infinito, gigantesco internet pieno zeppo di social network.

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