Se fare tanti figli è una “conclusione ripugnante” che merita censura

Vox oscura un filosofo (liberal) per non apparire pro life. Torbjörn Tännsjö, classe 1946, è uno dei più noti filosofi svedesi contemporanei. Professore di Filosofia morale all’Università di Stoccolma, Tännsjö è vicino al Vänsterpartiet, il partito svedese di estrema sinistra che propugna i valori del femminismo militante e del socialismo.
Se fare tanti figli è una “conclusione ripugnante” che merita censura

Torbjörn Tännsjö

Torbjörn Tännsjö, classe 1946, è uno dei più noti filosofi svedesi contemporanei. Professore di Filosofia morale all’Università di Stoccolma, Tännsjö è vicino al Vänsterpartiet, il partito svedese di estrema sinistra che propugna i valori del femminismo militante e del socialismo. Il professore di Stoccolma è anche uno dei più raffinati sostenitori di quel relativismo morale tanto osteggiato da Benedetto XVI. Eppure, pur essendo ben lontano dalle posizioni che sostiene, fra gli altri, il domenicano padre Giorgio Carbone, ridotto al silenzio dalla direzione del Meeting di Rimini per le sue posizioni sulla morale sessuale, anche Tännsjö ha dovuto subire la censura del pensiero liberal.

 

Il fatto è che Tännsjö sostiene una posizione che gli studiosi di filosofia morale hanno ribattezzato – nomen omen – “conclusione ripugnante”, in inglese “repugnant conclusion”. A essere così ripugnante è la tesi secondo cui è moralmente doveroso fare tanti bambini. L’argomento che conduce a questa conclusione è abbastanza semplice da seguire. La premessa è che sia possibile quantificare la felicità e che sia un dovere morale aumentare la felicità che esiste nel mondo. Poiché ciascuno ha una opinione diversa di cosa sia la felicità, è evidente come questa tesi sia compatibile col relativismo morale difeso dal professore. Tännsjö osserva che molte persone sono felici durante la loro esistenza. L’idea secondo cui sia possibile quantificare la felicità e l’infelicità lo induce a proporre una somma tra le due. Se al termine della vita di un uomo la quantità di felicità eccede quella di infelicità, quella vita è stata buona. Poiché è statisticamente certo che molte vite siano di questo tipo, è moralmente doveroso aumentare il numero di esseri umani su questa terra, al fine di aumentare la quantità di felicità. Da questa premessa segue la conclusione ripugnante: bisogna fare tanti bambini. Pur non essendo contrario al dogma abortista, la tesi secondo cui è moralmente doveroso fare figli “come conigli”, per parafrasare Francesco, è abbastanza indigesta per l’establishment relativista. Il professore di Stoccolma, da buon filosofo, tiene alla coerenza dei suoi argomenti più che al plauso dell’establishment e ha difeso la sua tesi in numerose pubblicazioni accademiche.

 

[**Video_box_2**]Qualche giorno fa Dylan Matthews, uno dei condirettori del magazine di cultura americano vox.com, aveva chiesto al professore di Stoccolma un articolo divulgativo in cui si spiegassero le ragioni che conducono alla “conclusione ripugnante”. Tännsjö accettò di buon grado e inviò l’articolo, salvo poi scoprire che il magazine non lo aveva mai pubblicato. La ragione? I condirettori della rivista temevano che gli argomenti potessero essere interpretati da alcuni lettori come contrari all’aborto e al controllo delle nascite, ossia come contrari ai soli dogmi che oggi non possono essere messi in discussione. Il professore di Stoccolma ha deciso di rendere pubblica la storia, per documentare quanto sia difficile fare divulgazione filosofica. Ancora sembra sfuggirgli che il relativismo da lui tanto difeso ha davvero instaurato, come diceva Benedetto XVI, una dittatura che opprime la libertà del pensiero.

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