Bestemmiare il Dio degli altri non è libertà di pensiero. Paura e saggezza

Leggere un articolo di Pigi Battista mi induce spesso in tentazione. La tentazione è fare perfino meglio di lui, superarlo in coerenza logica, morale e politica. La cosa non è facile.
Bestemmiare il Dio degli altri non è libertà di pensiero. Paura e saggezza

Leggere un articolo di Pigi Battista mi induce spesso in tentazione. La tentazione è fare perfino meglio di lui, superarlo in coerenza logica, morale e politica. La cosa non è facile. Ma dato che altrettanto spesso mi succede di condividere presupposti e moventi di chi cerca di smascherare ipocrisie e tic retorici, sono favorito da Battista, perché è lui stesso che mi porta a un passo da conclusioni appena diverse dalle sue, che non escludono le sue.

 

Sul Corriere della Sera di domenica 2 agosto Battista fa buon uso di una dichiarazione dello scrittore Hanif Kureishi e arriva al dunque: a quali sono le vere ragioni per cui si sta diffondendo, soprattutto in Inghilterra e in America, l’idea che dobbiamo smetterla di fare i blasfemi con Allah e il suo profeta Muhammad. Perché dobbiamo smetterla di bestemmiare sull’islam? Perché farlo è poco previdente, imprudente, poco realistico. Kureishi ha dichiarato: io non bestemmio contro l’islam perché “non sono così stupido”.

 

Sul momento avevo capito che bestemmiare contro qualsiasi religione è in sé stupido. Ma Battista mi ha svelato la trappola. Altri intellettuali e scrittori se l’erano cavata, più o meno in buona fede, dicendo che non si bestemmia, come hanno fatto gli sconsiderati vignettisti di Charlie Hebdo sterminati dai vendicatori islamici, per la semplice, nobile ragione che la religione altrui merita “rispetto”. Pietoso velo che nasconde la brutta verità ora rivelata da Kureishi: non si bestemmia per ragioni di rispetto ma perché “non è intelligente”, cioè per paura.

 

Non posso nascondere, onestamente, che secondo me bestemmiare contro l’altrui religione non è esattamente “libertà di pensiero”. Nessuno di noi usa in questo modo la libertà di pensiero e di espressione difesa dalle nostre costituzioni. Se per esempio ho a cena un credente, eviterò di dire “porco Dio” e “porca Madonna” se uno schizzo di sugo mi imbratta la camicia. Né mi metterò a dimostrare con argomenti logico-empirici che la cosiddetta Maria Vergine deve pur essersi fatta una bella scopata con Giuseppe o qualche vicino di casa per poter partorire il bambino Gesù. Eviterò di esprimermi così. Forse lo eviterebbe anche Battista: per rispetto, per intelligenza della situazione, per prudenza e timore di possibili reazioni sgradevoli.

 

Non so perché Battista evita di prendere in considerazione la realtà della paura e nello stesso tempo l’opportunità, se non il dovere, di un certo rispetto per la fede religiosa altrui. Il che non esclude, ovviamente, che la fede non sia di per sé sufficiente a rendere buoni, onesti, non violenti e santi. I popoli che per secoli hanno dichiarato ritualmente di credere nel Dio di Abramo e in Gesù Cristo non sono diventati solo per questo tutti buoni, non violenti, nemici della guerra, della sopraffazione, dell’omicidio patriottico e di Stato. Idem per l’islam, per gli islamici e per gli islamisti.

 

[**Video_box_2**]Ora questi ultimi sono entrati in più stretto, strettissimo contatto con noi. Si sono mescolati con noi per loro convenienza, dopo che noi, in veste di colonialisti, ci eravamo mescolati con loro per nostra convenienza. Li abbiamo dominati e umiliati militarmente, politicamente, economicamente. Ora loro, in Europa, sono arrivati fra noi a milioni. Ci vendono la frutta nel negozietto sotto casa. Abitano nella porta accanto. Viaggiano con noi sui nostri mezzi pubblici. Usano gli stessi computer, telefonini e armi. I loro figli vanno a scuola con i nostri. Bisogna ammettere che forse dovremmo un po’ misurare il nostro libertario istinto alla bestemmia, se la bestemmia offende non il nostro ma il loro Dio. Non abbiamo solo a che fare con assassini e terroristi reali o potenziali, ma con quel multiculturalismo che fino a un paio di decenni fa i più colti e democratici intellettuali di sinistra auguravano all’Italia perché l’Italia si decidesse a diventare moderna e multietnica come gli Stati Uniti… che pacificamente multietnici non sono ancora diventati. Che bello il mondo variopinto e multiculturale! Bello, ma a volte impone che si misurino le parole e i gesti. Convivere è bello? Ci piace? Sì, però ha i suoi problemi. Limita certe libertà. Succede che si litighi. Le liti fra vicini di casa possono degenerare. Si può venire alle mani. Succede perfino che ci si spari.

 

E’ certo che non si bestemmia il Dio degli altri sia per rispetto che per paura. Non mi metto a insultare “liberamente” la camorra se al ristorante il mio vicino di tavolo è un noto camorrista. Multiculturalismo vuol dire prudenza, qualche ansia, a volte paura. Ha ragione Battista: non si bestemmia per paura. Perché questo, data la situazione, gli sembra così deplorevole e strano?

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