Se il film non è abbastanza osé uno scandalo censorio è quello che serve

In Francia "Love", che ha deluso all'ultimo festival di Cannes, viene vietato ai minori di 18 anni. Il regista protesta, i ragazzini corrono a piratare.
Se il film non è abbastanza osé uno scandalo censorio è quello che serve

Una scena di "Love" Di Gaspar Noé

Parigi. A Cannes – tutta colpa dell’hype, maledetto hype – c’era una fila clamorosa alla chicchissima proiezione di mezzanotte, una ressa di aspiranti spettatori pronti a tutto per un posticino al Grand Théâtre Lumière. Quel mercoledì 20 maggio si proiettava in anteprima mondiale “Love”, del regista argentino Gaspar Noé – noto ai più per il suo “Irréversible”, con Monica Bellucci e Vincent Cassel – che era stato banalmente presentato, con il solito corredo di recensioni adoranti preventive, come il “film scandalo” della Croisette per l’edizione 2015.

 

Il trailer aveva scomodato i grandi esegeti francesi del porno d’autore, Libération in primis (nella sua sezione “Sexe & Genre”), stimolato gli ovvi paragoni con “Nymphomaniac” di Lars von Trier e “Baise-moi” di Coralie Trinh Thi e Virginie Despentes, ma una volta usciti dalla sala tutti avevano la testa bassa, erano disorientati, mogi, ammosciati. Cavolo, tutto qui lo scandalo? Un menage à trois, una donna che masturba un uomo in primo piano, una scopata in bagno, una con la variante trans, un’altra in un club di scambisti e frasi tipo “il pene è senza cervello”: sarebbe questo lo scandalo? Nemmeno l’eiaculazione in 3D verso gli spettatori aveva scosso gli animi. Anzi, ai più era venuto da ridere. Ma ecco che il tribunale amministrativo di Parigi, sollecitato dall’associazione Promouvoir, è riuscito a riesumare dai binari dell’oblio “love” e a garantirgli nel futuro prossimo un successone.

 

 

I giudici parigini hanno deciso infatti, con una sentenza del 31 luglio, di sospendere il “visa d’exploitation” (che in Francia è l’autorizzazione amministrativa di cui necessitano i film, francesi e stranieri, per essere distribuiti nelle sale cinematografiche) di “Love”, uscito nelle sale francesi lo scorso 15 luglio con un divieto per i minori di 16 anni, alzando l’asticella del “tu non puoi vederlo” ai minori di 18 anni. Motivo? La “ripetizione” e la “preminenza nel film” di scene di sesso non simulate sono “di natura tali da offendere la sensibilità dei minori”. Quale miglior stimolo per catapultarsi su Google e cercare “Love Gaspar Noé en streaming” per gli adolescenti francesi alle prese con le loro tempeste ormonali e con la voglia matta, ora, di vedere “il film che è stato censurato”? Quale miglior pubblicità per una pellicola pompata, ma dallo scandalo piccino, che stava facendo preoccupare il distributore in ragione dello scarso ritorno di pubblico al botteghino dopo le prime due settimane?

 

[**Video_box_2**]Gaspar Noé ringrazia, non lo dice ovvio, ma rilascia subito a Libération, e a chi se no, un’intervista nella quale dichiara che dopo questa sentenza “i registi e i produttori potrebbero intimorirsi” e “c’è il rischio che i cineasti si autocensurino”. Lo stesso adagio si era sentito poco prima su Twitter, con il distributore, Vincent Maraval, che aveva cinguettato un vittimistico “In Francia, amare è ora vietato ai minori di 18 anni”. Applausi facili e retweet in loop, va da sé. Maraval, rispondendo alla domanda di un utente che chiedeva delucidazioni sull’accaduto, ha spiegato inoltre che il dossier “Love” passerà ora nelle mani del Consiglio di stato e che “prestissimo sapremo di più sulla Francia”.

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