I migliori settimanali del mondo (questo venerdì)

Una rassegna delle copertine dei principali magazine internazionali. Puntata monografica sulla crisi del debito in Grecia, a due giorni dal referendum
I migliori settimanali del mondo (questo venerdì)

Il Discobolo di Mirone ha in mano una grossa moneta da un euro. “Il futuro dell’Europa è nelle mani della Grecia”, titola l’Economist, ma a giudicare dalla copertina il settimanale britannico non ha molta fiducia nell’affidabilità di Atene. Il discobolo ha i muscoli tesi, e sembra pronto a lanciare l’euro il più lontano possibile. Nell’editoriale all’interno del giornale, l’Economist spiega che la crisi greca mette a nudo tutte le contraddizioni dell’euro: “(Gli europei) traggono conforto dal fatto che la disfunzionalità della Grecia è un caso a parte. Che tatticismi e ripetuti errori hanno inquinato i negoziati. Senza la Grecia, pensano adesso, l’Eurozona potrebbe essere più stabile. Purtroppo si sbagliano”.

 


 

Il settimanale tedesco Handelsblatt ha la copertina di maggiore effetto, il premier greco Alexis Tsipras ha in mano una pistola e se la punta alla tempia. “Datemi i soldi o sparo!”, recita il titolo, che rispecchia perfettamente l’idea che la maggior parte dei tedeschi si è fatta della strategia del governo greco: un comportamento a metà tra la rapina, il ricatto e la completa incoscienza.

 

 

 


 

Charlie Hebdo torna nelle edicole francesi con una cover durissima contro Christine Lagarde, presidente del Fondo monetario internazionale, raffigurata mentre con aria feroce tiene la testa di un uomo dentro a una bacinella piena d’acqua. “Salvare l’Europa”, recita il titolo. “Affogare un greco”, risponde la Lagarde. Nelle ultime settimane il ruolo del Fmi nei negoziati per la Grecia è stato messo in discussione da più parti, anche in Francia.

 

 


 

I mascheroni della tragedia greca tornano questa settimana (sette giorni fa erano su una gran copertina di Bloomberg Businessweek) sullo Spectator, con un titolo ovvio (“Tragedia greca”) e un lungo reportage sulla distruzione dell’economia e sull’allentamento delle maglie della società. L’autore, Harry Mount, cita un detto molto popolare ad Atene in questi giorni: in caso di uscita dall’Eurozona, il designer della nuova dracma greca vorrà essere pagato in euro.

 

 


 

 

"Sì all’euro”, titola cubitale il settimanale greco Ethnos, che parla di derby riportando un sondaggio in cui il sì al referendum di domenica è leggermente in vantaggio, ma spiega con una bella infografica che comunque vada i greci, anche i più scettici, non vogliono abbandonare la valuta europea e tornare alla vecchia dracma.

 


 

Il Courrier international ha in copertina un Alexis Tsipras con le fattezze di un neonato (e un pannolone fatto con la bandiera greca) che si sta per gettare da una finestra adornata con le stelle europee. “Addio alla Grecia?”, si chiede il magazine francese, che riprende gli stessi temi di Handelsblatt: il rischio mortale per Tsipras e la Grecia e l’incoscienza cieca del governo di Atene.

 

 


Due menzioni italiane. Il magazine East mette in copertina il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, rockstar dei negoziati, esaltato come negoziatore esperto della teoria dei giochi e oggi bollato con una definizione decisamente tranchant: "Il dilettante". Internazionale riprende, come Charlie Hebdo, il tema dell'affogamento, ma con tutt'altro spirito: "La Grecia è l'Europa", scrive il magazine. All'interno il direttore Giovanni de Mauro infila alcuni numeri per parlare del "fallimento del progetto europeo".

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