Pagelle scolastiche e altri tormenti

In questi giorni di pagelle, registri elettronici, attesa sofferente di email dal liceo dei figli che comunicheranno “la sospensione del giudizio” in greco e matematica (e gli esami riparatori a settembre), tentativi dei figli di sabotare la casella di posta dei genitori, litigi fra genitori su chi dei due abbia causato la bocciatura.
Pagelle scolastiche e altri tormenti

foto LaPresse

In questi giorni di pagelle, registri elettronici, attesa sofferente di email dal liceo dei figli che comunicheranno “la sospensione del giudizio” in greco e matematica (e gli esami riparatori a settembre), tentativi dei figli di sabotare la casella di posta dei genitori, litigi fra genitori su chi dei due abbia causato la bocciatura (è proprio figlio tuo, no è tuo), regali di promozione e annunci sulle bacheche scolastiche di neolaureati bravissimi disposti a dare ripetizioni a Ponza, nessuno si salva da solo.  L’ipoteca sull’estate pesa sull’intera famiglia, non importa quanto poco abbia studiato la ragazza tutto l’anno: c’è una specie di speranza, anzi di pretesa che tutto venga perdonato, che luglio sia libero da tensioni, che si possa andare in Grecia senza i libri, senza le ripetizioni dentro casa con le tapparelle abbassate, i padri severissimi e meritocratici fanno da aprile almeno gli occhi dolci alla professoressa di Fisica, cercano di spiegarle che ci sono altre cose importanti nella vita, e comunque la figlia è piena di interessi, parla benissimo inglese, se non capisce il principio di inerzia non sarà la fine del mondo.

 

Adesso che non c’è più il voto insufficiente in rosso sulle bacheche da cercare con il dito come nella battaglia navale, ma solo la scritta sospesa “non promosso”, carica di minacce, viene meno la drammaturgia delle lacrime a scuola e le telefonate con i gettoni dal baretto di fronte, perché tutto si è già consumato dentro casa, e a volte i genitori hanno tenuto il segreto per giorni, per non rovinare il compleanno della nonna in cui si andava tutti al mare insieme, per non dover sgridare e poi consolare, sequestrare le chiavi del motorino e poi restituirle, per rimandare di un altro giorno la verità e l’inizio dell’estate con i debiti e la faccia pallida, e il bagno in mare solo dopo le cinque del pomeriggio. Beato mio fratello che è alle elementari e mia madre è uscita dalla classe con la pagella in mano e gli occhi lucidi, pensa la sorella grande con tre materie a settembre e il crollo della possibilità di andare ad Amsterdam in treno in agosto. Beato mio fratello, le maestre gli danno dieci in italiano solo perché gli ho insegnato io a leggere, e lui a me con l’aoristo mica mi aiuta, ride soltanto e tutti lo sbaciucchiano e gli dicono quanto è bravo, e gli regalano le pistole ad acqua e a me tolgono il wi-fi e mi sequestrano il telefono. A cercare il lato positivo dei debiti formativi, però, i lati positivi esistono: i genitori devono per forza dimostrare che loro sì che il latino lo sanno, e siccome non si ricordano niente fanno figuracce e studiano di nascosto, e invece di giocare a Ruzzle fanno le versioni e sudano sopra i vocabolari; le ragazze con i debiti formativi sono le meno abbronzate della spiaggia, e hanno un’aria sofferente e adulta che le rende più interessanti, e la luce del tramonto è la migliore (succede anche che ci si innamori del neo laureato che dà ripetizioni, e non sempre è un guaio ai fini dell’esame di riparazione).

 

[**Video_box_2**]Settembre, poi, arriva in un soffio, e se tutto va per il verso giusto, allora finalmente può cominciare una breve e intensissima, indimenticabile estate. Per i figli che si vedono restituire il casco e la libertà, per i genitori che non scorderanno l’aoristo mai più, per i neo laureati che si sono guadagnati un viaggio, e anche per i fratellini delle elementari, che possono ricominciare a urlare dalla mattina presto, perché non c’è più nessuno in camera che studia e grida furioso: silenzio!

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