Penniche politicamente corrette

“Pregiudizi” curati con impulsi subliminali, tra Huxley e Pavlov. E’ arrivata l’ora del pisolino politicamente corretto, proprio come l’aveva immaginato lo scrittore Aldous Huxley nel suo “Mondo Nuovo”.
Penniche politicamente corrette

Dormi, dormi, qualcosa resterà. E’ arrivata l’ora del pisolino politicamente corretto, proprio come l’aveva immaginato lo scrittore Aldous Huxley nel suo “Mondo Nuovo”. Lui, a dire la verità, lo descriveva come una delle armi totalitarie a disposizione per condizionare e programmare gli individui nello stato universale governato da dieci Coordinatori mondiali nell’Era di Ford: ordini e prescrizioni venivano sussurrati ai bambini in una cuffia durante il sonno, notte dopo notte, così nessuno, diventato adulto, si sarebbe ribellato, nemmeno alla più astrusa prescrizione. E ad Huxley, che previde i figli in provetta e lo spezzettamento tecnologico della generazione umana (anche in quel caso, strumento totalitario di condizionamento degli individui) dobbiamo riconoscere ora che aveva visto giusto anche nel caso dell’uso del sonno come strumento di riprogrammazione di indoli considerate riprovevoli.

 

Pregiudizi di ogni tipo (reali o presunti) pare possano davvero essere “curati” con opportune lezioni subliminali e con impulsi sonori da ascoltare inconsciamente durante il sonno. Lo afferma uno studio della Northwestern University pubblicato su Science, e non risulta che qualcuno si sia scandalizzato. Coltivare idiosincrasie, e magari pure qualche ammuffito pregiudizio, non dovrebbe essere faccenda da curare, né con impulsi subliminali né con psicofarmaci, soprattutto se questo non comporta alcun danno. Eppure la ricerca riportata da Science indica che la strada della conformità a ogni costo ai paradigmi politicamente corretti è ormai, più che un’opzione, un obbligo. Ad alcune “cavie” sono stati mostrati volti femminili associati a parole relative alla matematica, ad altre sono stati mostrati visi di neri con commenti positivi, il tutto accompagnato da impulsi sonori, poi riprodotti durante il sonno delle citate cavie. Al risveglio… miracolo! Chi era convinto che le donne fossero tutte somare in matematica e chi considerava con diffidenza i neri avrebbe cambiato idea (almeno per un po’, perché dopo una settimana l’effetto svapora. Ma allora bisognerà insistere e perfezionare il metodo). Nemmeno il vecchio Pavlov avrebbe potuto fare di meglio.

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