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"Perché nella mia Irlanda oggi è morta la democrazia"

Vittoria del sì nel referendum irlandese sulle nozze gay. "L’establishment politico e culturale ha distrutto il tessuto della società, chi come me si è opposto alla mentalità dominante è stato dipinto come un pazzo reazionario". Parla John Waters, scrittore anti conformista, giornalista ed ex columnist dell'Irish Times. Il silenzio dei "vescovi codardi" e la chiesa d'Irlanda diventata "inutile"

di Mattia Ferraresi | 23 Maggio 2015 ore 15:47

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L'Irlanda è stato il primo paese al mondo a introdurre le nozze tra omosessuali per via referendaria (foto LaPresse)

“Questo giorno sancisce la morte della democrazia nel mio paese, l’establishment politico e culturale ha distrutto il tessuto della società, il sistema educativo ha totalmente rivoluzionato la testa delle persone e chi come me si è opposto alla mentalità dominante è stato dipinto come un pazzo reazionario”. Parlando con il Foglio, John Waters non usa mezzi termini per descrivere la portata della vittoria del matrimonio gay in Irlanda, sancita con una riforma costituzionale approvata, secondo i primi risultati, con una maggioranza schiacciante. Un risultato così netto non se lo immaginava nemmeno lui, che pure negli ultimi sedici mesi è stato oggetto di una selvaggia operazione di ostracismo culturale dei liberal, che l’ha precipitato da acclamato columnist dell’Irish Times  – giornale che ha guidato la campagna per il “sì” – a icona del pensiero omofobo e impresentabile, ovviamente cattolico, lui che si è definito un “agnostico non praticante”. L’invettiva di una drag queen di nome Panti lo ha confinato sul lato debole della storia, la sua ex compagna Sinead O’Connor ha perfino detto pubblicamente che è “depresso e non vuole ammetterlo”.

 

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E’ stato piuttosto esplicito, durante la campagna, nel denunciare la timidezza della chiesa cattolica, ma mentre lo spoglio delle schede sancisce la vittoria del “sì” non cerca attenuanti, dice che la chiesa è “fucking useless”, fottutamente inutile, “e citami pure, mi raccomando”. “I vescovi sono dei codardi, non hanno fatto praticamente nulla per fermare questa barbarie, e i due o tre che hanno fatto qualcosa sono stati pugnalati alle spalle dai loro superiori. Settimane fa ho implorato il nunzio in Irlanda di chiedere alla Santa Sede di prendere posizione, e non è successo nulla”. Certo, ammette Waters, la chiesa irlandese ha pagato un prezzo enorme per il dramma degli abusi del clero, attorno al quale è stata montata una campagna denigratoria dei media che va molto oltre quel capitolo oscuro, “ma questa non può essere una giustificazione per rimanere in silenzio”. “I media irlandesi – conclude Waters – sono violentemente ostili alla chiesa, vogliono distruggere tutto quello in cui crede, ma lo stesso i preti e vescovi vogliono blandirli, cercano di piacere loro, e hanno paura di dire la verità”.

© FOGLIO QUOTIDIANO


ARGOMENTI IRLANDA , REFERENDUM , MATRIMONI GAY , OMOSESSUALI , CULTURA , CHIESA CATTOLICA

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