THE FIGHTERS – ADDESTRAMENTO DI VITA

La storia d’amore più originale vista da un bel po’. Viene dalla Francia, precisamente dalla provincia che si affaccia sull’Atlantico, dove i giovanotti alla morte del padre devono mandare avanti la falegnameria di famiglia
THE FIGHTERS – ADDESTRAMENTO DI VITA

La storia d’amore più originale vista da un bel po’. Viene dalla Francia, precisamente dalla provincia che si affaccia sull’Atlantico, dove i giovanotti alla morte del padre devono mandare avanti la falegnameria di famiglia (il primo lavoretto, la bara appunto di papà, sta ancora in magazzino: serviva troppo tempo per il certificato “adatta alla cremazione”). Unico diversivo, giacché siamo in estate, l’esercito che monta i suoi gazebo per farsi pubblicità: “Vieni da noi, imparerai un mestiere sicuro con possibilità di carriera”. I maschi dei dintorni sembrano poco convinti, decisissima ad arruolarsi (ha in mente addirittura i reparti speciali) è invece Madeleine: bella ragazza tosta e muscolosa – poi la vedremo atterrare un compagno di squadra con una testata – che al mattino mette un pesce nel frullatore e se lo beve dalla caraffa, con la lisca e tutto. Si rivedono a bordo piscina dei genitori di lei, complice un’altro gazebo, e per Arnaud è amore a prima vista. Se solo la ragazza si lasciasse avvicinare, e magari portare al cinema o a ballare come tutte: lei ha la fissa delle tecniche di sopravvivenza, convinta com’è che stia per arrivare la fine del mondo: galeotta sarà una marcia di orientamento nei boschi. Le sembra invece deludente il corso propedeutico alla vita militare: a cosa servono le razioni impacchettate nel cellophane, non dovremmo imparare a farci strada nella giungla con il machete, o a intrappolare, scuoiare e arrostire piccoli animali commestibili? Al campo paramilitare ci sono altre due ragazze molto carine: Thomas Cailley è al suo primo film, con “Les combattants” – questo il titolo originale, tradotto in inglese perché dai film francesi ci aspettiamo le sciampiste e gli intellettuali – ha vinto un César, ne ha fatti vincere altri due agli attori, e sa come stare lontano dalle banalità. La sua Madeleine somiglia a Katniss Everdeen di “The Hunger Games”, senza l’obbligo di combattere e di farlo in diretta tv: vietato dire che al cinema per le donne non cambia mai niente. Per i tradizionalisti, e soprattutto le tradizionaliste, è in arrivo la prossima settimana “Sarà il mio tipo?” di Lucas Belvaux: professore di filosofia parigino e parrucchiera di provincia, lui non ha mai visto “Friends” e lei non ha mai letto Proust, e quale migliore occasione perché lei passi ai libri e lui capisca cosa è la vita?

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