“Si può leggere il Corano in chiesa?”

Scruton ci racconta il suo romanzo, “The disappeared”, desolante ritratto del multiculturalismo in cui la “scomparsa” è la nostra civiltà.
“Si può leggere il Corano in chiesa?”

Il filosofo inglese Roger Scruton

Roma. Stephen Haycraft è un insegnante dell’Accademia di Santa Caterina, un istituto ormai soltanto nominalmente cattolico. Si è invaghito di una studentessa di sedici anni, Sharon Williams, una ragazza fragile che è stata abusata da una gang. Laura Markham è una investigatrice che si occupa di rapimenti e traffico di esseri umani. Justin Fellowes, un militante ecologista, si innamora di Muhibbah Shahin, esule afghana fuggita a un matrimonio forzato. Tra gli allievi più brillanti di Stephen ci sono due musulmani, Farid e Hazim, che vogliono leggere il Corano. Stephen li fa accomodare nella cappella ormai inutilizzata. “Si può leggere il Corano in una chiesa, signore?”, domanda Farid.

 

Sono loro i protagonisti di “The Disappeared”, il romanzo di Roger Scruton, filosofo inglese più noto per la verve saggistica, l’eleganza erudita e la reminiscenza storico-filosofica. Scruton adesso agita la literary London con quello che Standpoint, il magazine diretto da Daniel Johnson, chiama “un desolante ritratto del multiculturalismo”.

 

E’ un inquietante racconto che ha a che fare con il rapimento e l’abuso, ma anche l’amore, la fuga e un certo tipo di redenzione. Il titolo del romanzo si riferisce inequivocabilmente al sequestro di uno dei personaggi femminili. Ma Scruton, fellow della British Academy e della Royal Society of Literature, invita a contemplare anche un altro tipo di scomparsa. La nostra civiltà.

 

“La religione cristiana era il cuore della nostra civiltà – dice Scruton al Foglio – Questo cuore era diventato vecchio e debole, e al suo posto ci era stata messa la cultura. Ma il trapianto di cuore non ha funzionato e la nostra civiltà, dopo aver ansimato un po’, è morta”. E’ la scomparsa del cristianesimo, il cuore della cultura europea, che il romanzo di Scruton contempla. “Poliziotti, insegnanti, assistenti sociali, professori, sono tutti vittime del politicamente corretto”, dice Scruton. “Gli immigrati stessi sono vittime del politicamente corretto, perché non sanno più chi devono essere”.

 

Su cosa è stato costruito questo sistema che influenza l’opinione pubblica? “La paura”, ci dice Scruton. “La paura della verità, la paura di dover essere forti, la paura della civiltà, la paura di sapere da dove veniamo e dove andiamo. Il politicamente corretto fa sì che la gente non solo mascheri le proprie convinzioni, ma che accusi anche altri perché confessino. Si crede che la nostra società non sia solo razzista, ma anche troppo diseguale, troppo legata a vecchie abitudini vissute come oppressive e umilianti. Le persone in Gran Bretagna hanno accettato senza resistenza le enormi trasformazioni che sono state inflitte loro nel corso degli ultimi trent’anni. Hanno accettato la denigrazione costante del loro paese, delle loro istituzioni e della loro religione ereditata”.

 

“The Disappeared” è anche il titolo di una canzone heavy metal composta da un altro dei protagonisti del romanzo. Scruton descrive con empatia quest’uomo che si esprime nella musica rock, parte della cultura moderna che ha preso il posto del cristianesimo nella Gran Bretagna moderna. Scruton mette a contrasto la cultura popolare contemporanea con la reazione degli immigrati musulmani: “Erano arrivati in questo paese in cerca di prosperità materiale e di dignità morale. Si sono ritrovati senza lavoro e circondati da un nichilismo corrosivo. Nella nostra società c’è qualcosa di terribilmente storto perché le persone non sono state in grado di affrontare le grandi questioni, come la perdita della fede cristiana, l’incapacità di affrontare l’islam, la perdita del senso della sacralità del rapporto sessuale, e l’esposizione in particolare delle giovani donne, sia per la predazione esterna che per la decadenza morale. Tutte queste cose sono reali”.

 

Nel libro l’insegnante è attratto dalla vittima, una ragazzina: “Si pone una grande questione, la pedofilia, l’isteria che genera in questo paese perché è l’ultimo baluardo rimasto di innocenza, l’infanzia, ma anche la cosa che tutti aggrediscono”.  
Non è un paradosso? Perché quest’assalto? “Perché l’innocenza e la purezza sono oggetti del desiderio sessuale. In una società sana, questo desiderio è protetto. Ma quel muro è crollato, ed è per questo che c’è questa sorta di isteria pubblica sulla pedofilia. E’ l’ultimo reato rimasto in ambito sessuale”.

 

“La verità è difficile”

Il romanzo ha a che fare con fatti di cronaca che hanno angosciato di recente il Regno Unito, come la serie di abusi sessuali commessi da bande di immigrati pachistani a Rotherham e l’omertà delle autorità, che avevano paura di essere tacciate di razzismo.

 

“La verità è difficile”, prosegue Scruton. “Non abbiamo bisogno di ricordarci che esiste una censura pesante in tutte le questioni che hanno a che fare con l’immigrazione, l’integrazione delle comunità di immigrati e, in particolare, l’integrazione delle comunità musulmane. Le forze di polizia sono state pesantemente intimidite dal rapporto Macpherson, che ha accusato i poliziotti in tutto il paese di ‘razzismo istituzionale’. Se sei un maestro di scuola e cerchi di sopravvivere in queste circostanze, l’autocensura è necessaria”.

 

In parte questo muro sta cadendo e sempre più personalità pubbliche si ribellano a questo torpore ideologico. Per Scruton è soltanto una vittoria apparente. “Le cose ora sono cambiate, ma perché come sempre quando una battaglia è persa si può parlare liberamente di essa”. Cosa c’è in gioco, al fondo? “La sopravvivenza della civiltà occidentale. E’ tutto quello che abbiamo e non siamo in grado di sostituirla”.

 

The Disappeared. Scomparsa? Forse, ma non dimenticata. E per Scruton di sicuro vale la pena di essere salvata.


 

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