In viaggio in auto elettrica verso la Festa Fogliante

Un giro per Firenze con l'amministratore delegato di Enel Francesco Starace e il direttore di Global e-Solutions, Francesco Venturini

Enel

Le auto elettriche parcheggiate davanti a Palazzo Vecchio dove si è svolta la Festa Fogliante

Due auto che non inquinano si muovono tra le vie di Firenze senza emettere rumori. Alla guida l’Amministratore Delegato di Enel, Francesco Starace, e il direttore Global e-Solutions di Enel, Francesco Venturini. Alla Festa del Foglio ci si va in auto elettrica, auto del futuro o forse già del presente. Con Starace e Venturini, divertiti nella veste di “autisti”, ci sono i giornalisti del Foglio Annalisa Chirico e Michele Masneri, e due lettori fiorentini appassionati del giornale, incuriositi dal tema della mobilità elettrica.

   

 

I due manager rispondono e spiegano cosa significa dal loro punto di vista regalare loro un’esperienza che mette insieme innovazione e rispetto per l’ambiente. Starace insiste sulla facilità nel guidare una e-car, “che ha diversi vantaggi come i bassissimi costi di ricarica e di manutenzione, i parcheggi gratuiti nelle strisce blu e la possibilità di circolare liberamente nelle aree a traffico limitato in alcune grandi città, così come l’esenzione dal bollo per i primi 5 anni”. Le auto girano per le strade di Firenze ma, chiede la lettrice Mara, potrei anche andare fuori città con una macchina elettrica? Siamo sicuri? “Certo – spiega Venturini – per il momento abbiamo installato le prime 30 colonnine di ricarica veloce che fanno parte di un progetto europeo Eva+ nelle strade a lunga percorrenza, saranno 180 nell’arco dei prossimi tre anni e permettono di fare una ricarica in 20 minuti. Già oggi se vuole può andare in auto elettrica da Roma a Milano e viceversa”. Quanto costa? “Al momento poco più di 30 euro”. Una di queste colonnine è in Viale Guidoni, dietro il Palazzo di Giustizia, dove le due auto in viaggio verso Palazzo Vecchio si fermano proprio per ricaricare. L’aspetto è simile a quello di un distributore di benzina: è come quando si fa rifornimento al self service, ma invece del bancomat si utilizzano la card o la app per la ricarica: la pompa non è altro che una grossa spina che eroga energia, pochi clic e il gioco è fatto.

 

  

Chiediamo all'ad che cosa rappresenta per l'Italia questa possibile rivoluzione. Risposta: “Dobbiamo evitare di essere esclusi da una competizione che vede già altri Paesi impegnati per favorire lo sviluppo di una filiera legata alla mobilità elettrica e raggiungere la leadership nel settore. La capillare diffusione delle infrastrutture di ricarica e la maggiore autonomia delle batterie hanno un ruolo fondamentale per la diffusione dei veicoli elettrici. Per questo stiamo per annunciare il nostro piano nazionale che vedrà l’installazione di un numero tra le 7.000 e le 12.000 colonnine di ricarica pubblica nell’arco dei prossimi tre anni, con un investimento che andrà dai 100 ai 300 milioni di euro. La cosiddetta range anxiety, ossia la paura di rimanere fermi per strada con la macchina scarica, non avrà più ragione di essere”.

 

  

“Il cambiamento si sta sviluppando lungo tre assi: auto elettrica, car sharing e modello driverless (senza conducente) – prosegue Venturini – le aziende automobilistiche stanno andando in questa direzione e crediamo che questo sarà lo scenario di domani. E’ bello poi vedere sorgere realtà nuove e di successo anche italiane, come quella di un’azienda giovane e innovativa che produce moto da corsa elettriche”.

  

Per le strade di Firenze, in molti ci avranno fatto caso, si vedono diversi taxi elettrici. La Toscana è la prima regione italiana nello sviluppo della e-mobility e a Firenze, raccontano l'ad, Enel si è aggiudicata la gara per l’installazione di 178 infrastrutture di ricarica e di 4 stazioni di ricarica Fast dedicate proprio alla flotta dei taxi fiorentini.

 

Giornalisti e lettori si divertono e si appassionano al tema. Enrico chiede: ma uscendo fuori dalla modalità dello spot, cosa vuol dire concretamente promettere un futuro con meno emissioni, più energia verde e più innovazione? “Da una parte – risponde Starace – stiamo assistendo a un processo di transizione energetica verso la decarbonizzazione e l’auto a batterie accompagna questo cambiamento. Dall’altra c’è un’esigenza che non è solo ambientale, ma anche tecnologica: un mondo sempre più basato sulle rinnovabili avrà bisogno di un sistema flessibile e le auto elettriche, che sono delle batterie su ruote, possono dare un contributo formidabile. Quando ci sono le nuvole e non tira vento, il fotovoltaico e l’eolico riducono la loro produzione e le batterie delle vetture potranno immettere energia nella rete”. Stiamo parlando del Vehicle to Grid (V2G): dato che le automobili stanno ferme per la maggior parte della loro vita utile, perché non utilizzarle per la stabilizzazione della rete, con una infrastruttura che permetta, oltre alla carica, l’immissione in rete dell’energia accumulata nella batteria ad esempio nei periodi in cui ci sono dei picchi di consumo? 

   

     

Enel è partita da questa idea con la sperimentazione di questa tecnologia in Spagna, Danimarca, Germania, Regno Unito e Olanda, e ha lanciato un primo sviluppo commerciale a Copenaghen. La prima colonnina V2G è stata installata anche a Genova presso la sede dell’Istituto Italiano di Tecnologia in attesa di ricevere il via libera alla sperimentazione anche nel nostro Paese

    

Possiamo essere ottimisti anche sulle vendite delle auto elettriche (ancora basse) e sui prezzi (ancora alti)? “Da un recente studio che abbiamo fatto insieme ad Ambrosetti – risponde Venturini – è emerso che il numero di immatricolazioni di autoveicoli elettrici in Italia è cresciuto ad un tasso medio annuo composto del 41% tra 2005 e 2016 e la crescita è stata significativa anche per il parco auto, con 9.820 autoveicoli circolanti nel 2016 (+60% rispetto all’anno precedente). I costruttori hanno annunciato un grande impegno e ingenti investimenti, i prezzi delle batterie scenderanno, il problema dell’infrastruttura sarà risolto in pochissimi anni, la domanda aumenterà e diminuirà sicuramente e sensibilmente il costo di un veicolo elettrico. Non possiamo stare a guardare, dobbiamo e vogliamo essere parte di questa rivoluzione”. Nel frattempo ci si muove veloci, a zero impatto, con una e-car. Starace e Venturini sorridono, con un occhio anche alla Formula E, il campionato delle monoposto elettriche, che il 14 aprile correrà per la prima volta in Italia, a Roma.

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