Mattarella contro “l'ottusa crudeltà dell'antisemitismo”

Il presidente della Repubblica ha commentato il caso degli adesivi di Anna Frank diffusi dagli ultrà della Lazio, oggi una delegazione della squadra è andata in sinagoga per deporre una corona di fiori

Mattarella contro “l'ottusa crudeltà dell'antisemitismo”

Foto LaPresse, Sergio Mattarella in visita Yad Vashem Holocaust Memorial Museum a Gerusalemme

"Il volto e le pagine del diario di Anna Frank, la sua storia di sofferenza e di morte a opera della barbarie nazista, hanno commosso il mondo. Utilizzare la sua immagine come segno di insulto e di minaccia, oltre che disumano, è allarmante per il nostro paese, contagiato, ottanta anni addietro, dall'ottusa crudeltà dell'antisemitismo". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato la vicenda degli adesivi con l'immagine di Anna Frank e le scritte antisemite con cui gli ultras della Lazio hanno imbrattato la curva sud dell’Olimpico.

 

Stamattina Mattarella ha parlato del caso con Marco Minniti e, in una nota del Quirinale, si legge che il ministro dell’Interno ha assicurato grande impegno per individuare i responsabili di un comportamento “così ignobile affinché vengano perseguiti secondo la legge e vengano definitivamente esclusi dagli stadi”.

 

In mattinata, Matteo Renzi, il segretario del Pd, aveva proposto: “Se io fossi il presidente di una squadra di calcio domani farei mettere sulle maglie la Stella di David al posto dello sponsor”.

  

  
Efraim Zuroff, direttore del centro Wiesenthal di Gerusalemme, ha definito gli insulti antisemiti “sconvolgenti, miserevoli e ripugnanti. Non ci sono parole per condannare un gesto così vergognoso. Si banalizza la Shoah, si trasforma un'immane tragedia in una semplice bega fra tifoserie” e ha commentato la proposta del segretario del Pd: “Comprendo l’impatto simbolico, ma l’iniziativa non aggiunge conoscenza”.

  

La squadra biancoceleste aveva già annunciato ieri che si sarebbe recata alla sinagoga di Roma. Oggi, con in testa il presidente della squadra Claudio Lotito, accompagnato dal portavoce Arturo Diaconale e da due giocatori, i brasiliani Felipe Anderson e Wallace, la delegazione ha deposto una corona di fiori all’esterno del tempio. La Comunità ebraica ha risposto con freddezza e non erano presenti gli esponenti più importanti: “La visita di Lotito non era stata concordata, di conseguenza la presenza di vertici istituzionali non era prevista, quella di Lotito è un’iniziativa autonoma”, hanno fatto sapere fonti della Comunità che alla proposta del presidente della Lazio di voler organizzare ogni anno un viaggio ad Auschwitz con duecento ragazzi ha commentato: “La scelta è positiva, c’è bisogno di iniziative concrete che riguardino il mondo del calcio, dello sport e del governo”.

  

Gli adesivi sono stati rimossi in vista della partita di oggi in cui la Roma sfiderà il Crotone e la vicenda è all’esame della procura della federcalcio che, con ogni probabilità, aprirà un’indagine.

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