La sottile linea fra giustizia e verità

Per lei il mostro è sua madre, non l’insegnante di karate. “Lo amo”

Annalena Benini

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La sottile linea fra giustizia e verità

Maria Magdalena Hafenscheer, "La menzogna smascherata"

Quando il maestro di karate è stato arrestato, la ragazza ha accusato i genitori di essere dei mostri. Loro i mostri e l’insegnante l’uomo della sua vita, l’uomo di cui è innamorata da almeno due anni, quando ne aveva quindici. L’uomo per cui andava sempre più spesso in palestra, e si faceva bella e diventava forte. Quando i genitori hanno scoperto la relazione, grazie alla telefonata di un’altra allieva che ha attraversato la stessa esperienza, si sono disperati, hanno provato ad allontanarla da lui e poi invece, aiutati da una psicologa, l’hanno invitato a casa, per capire che tipo di storia fosse, per incastrarlo. Lui, quarantatré anni, ha parlato per ore del suo amore per la ragazza, che adesso ha diciassette anni, non è ancora maggiorenne ma è convinta di essere innamorata e riamata. “Mi avete tradito, mi avete strappato l’amore della mia vita”, dice questa ragazzina ai genitori. L’uomo adesso è in prigione, in carcerazione preventiva, e ci sono altre ragazze, altre famiglie coinvolte, perfino altri tre adulti indagati per violenza sessuale di gruppo (due sarebbero genitori di allievi di karate). E’ orribile e non cambia il fatto che questa ragazzina manipolata si senta del tutto consenziente, e del tutto adulta, quindi disperata. Non le importa della legge, ma delle regole dell’attrazione.

 

A Montmagny, una cittadina a un’ora da Parigi, una bambina di undici anni ha seguito un uomo di ventotto nel suo appartamento. Hanno avuto “un rapporto sessuale consensuale”, dopo il quale la bambina ha telefonato alla madre, in lacrime, preoccupata di quello che avrebbe pensato suo padre, la madre ha immediatamente chiamato la polizia: secondo la legge francese “non c’è stata violenza, non c’è stata coercizione, nessuna minaccia, nessuna sorpresa”. Quindi l’uomo è stato accusato soltanto di “infrazione sessuale”, poiché la bambina ha meno di quindici anni. Un’infrazione non è un crimine. Un rapporto sessuale con una bambina di undici anni può non essere uno stupro, può non essere un atto violento?

 

Secondo il New York Times la Francia ha un problema con la moralità, almeno dai tempi dal codice di Napoleone, e di certo dal 1977, quando Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Gilles Deleuze, Roland Barthes, Philippe Sollers, André Glucksmann e Louis Aragon scrissero una lettera aperta al Monde per difendere tre uomini accusati di relazioni sessuali con ragazzine minori di quindici anni. Loro difendevano l’idea “pedophile-chic” di una “vita sessuale nei bambini e negli adolescenti”, e anche adesso che le cose sono cambiate, scrive il Nyt, la Francia è riluttante nel definire un’età minima per il consenso. L’Italia stabilisce che fra i quattordici e i quindici anni si possa esprimere validamente il consenso, salvo che l’altro eserciti un ascendente sul minore, e come potrebbe un insegnante di quarant’anni non esercitare un ascendente, e anzi non servirsene? Allora l’amore non può essere che provocato da un abuso di potere, da una manipolazione, e le lacrime di questa ormai diciassettenne rivelano gli effetti di una coercizione psicologica, vista anche l’abitudine, la serialità con cui l’educatore si è approfittato della fiducia di figlie e genitori. Ma la ragazza adesso crede alle proprie lacrime e alla verità del proprio innamoramento, è convinta che i mostri siano i genitori che hanno denunciato il maestro di karate, pensa che siano loro a privarla della libertà, e non lui a rubargliela, dice: io lo amo. Nel confine sottile fra quello che è giusto e quello che è vero, lei non si sentiva una vittima, pur essendolo.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    10 Ottobre 2017 - 16:04

    La nostra cultura si è molto inglessizzata negli ultimi cinquanta anni ma non sono lontani i tempi in cui le ragazze di 13 anni venivano gia promesse ad un uomo e a 15 16 anni erano già, non solo spose ma anche madri. Avevo 18 anni e mi ero appena diplomato, avevo la ragazza, 16 anni, oggi mia moglie. Per mettermi qualche lira in tasca davo lezioni di latino ad una ragazzina di tredici anni che frequentava le medie. A quei tempi il latino si cominciava a studiarlo già dalla quinta elementare. Cominciò a interessarsi molto... troppo a me e mi provocava chiaramente in ogni modo. Se ne accorse la mia ragazza che la prese da parte e le fece una sfuriata con i controfiocchi. Non si fece più vedere ma ricordo bene come fossero donne... le donne di allora.

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