Vaccini fin dalla scuola dell'infanzia, anche in Veneto. Lo dice il Consiglio di Stato

Luca Zaia aveva chiesto un parere sul decreto Lorenzin e la risposta è chiara: anche per iscrivere a scuola i bambini da zero a sei anni servono le vaccinazioni obbligatorie

Vaccini fin dalla scuola dell'infanzia, anche in Veneto. Lo dice il Consiglio di Stato

L'aveva chiamato in causa il governatore del Veneto Luca Zaia qualche settimana fa, lamentando delle ambiguità nel testo di legge sui vaccini obbligatori nelle scuole e oggi il Consiglio di Stato si è espresso nel merito: da subito, e anche per le scuole dell'infanzia che accolgono i bambini fino a sei anni, i vaccini previsti dalla legge sono obbligatori. Secondo i giudici amministrativi, già a decorrere dall'anno scolastico in corso, "trova applicazione la regola secondo cui, per accedere ai servizi educativi per l'infanzia e alle scuole dell'infanzia, occorre presentare la documentazione che provi l'avvenuta vaccinazione". Un punto, questo, su cui Zaia aveva criticato la legge voluta dal ministro Beatrice Lorenzin. 

  

Il parere è stato richiesto da Zaia il 7 settembre. Il Veneto aveva da poco approvato una legge regionale che dava tempo ai genitori di presentare i documenti utili ad attestare i vaccini fino al 2019, una specie di moratoria alla legge nazionale. Una volta presentato il quesito al Consiglio di Stato, la Regione ha sospeso "temporaneamente" la moratoria, in attesa che si pronunciassero i giudici. 

  

"Il parere al Consiglio di Stato sulle modalità di applicazione della legge nazionale sui vaccini lo avevamo chiesto noi, quindi ne rispettiamo totalmente le conclusioni", ha commentato il presidente del Veneto, precisando che "resta in piedi il ricorso alla Corte Costituzionale presentato contro la legge", la cui discussione è stata fissata per il 21 novembre. 

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Commenti all'articolo

  • lorenzolodigiani

    27 Settembre 2017 - 21:09

    Il leghista Zaia, nel tentativo di rincorrere i 5 stelle, ha rimediato un'altra figuraccia. Per sua fortuna vive in un paese in cui un ennesimo grado di giudizio non si nega a nessuno.

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