Autodenigrarsi pure sullo stupro

Nessuna emergenza, nelle civili Germania e Francia le cose vanno molto peggio

Autodenigrarsi pure sullo stupro

Due agenti della polizia tedesca a Berlino (foto LaPresse)

Una ragazza ha rischiato di essere violentata a Milano l’altra sera, ma i passanti hanno bloccato l’aggressore, un tassista ha chiamato le Forze dell’ordine che hanno catturato un rumeno di 31 anni, che già in passato era stato condannato per violenza sessuale. Questa volta è finita “bene”, soprattutto c’è stata un’efficace e immediata reazione delle persone che hanno assistito, invece di disinteressarsene come era accaduto in altre occasioni. Anche questa vicenda finirà, giustamente, per interessare e indignare. La violenza sessuale è intollerabile, sempre, indipendentemente dalla nazionalità dei delinquenti e ancor più delle vittime. Ogni giorno le cronache registrano atti ignobili di questo tipo, e si è quindi diffusa l’opinione che nel nostro paese sia particolarmente diffusa la pratica dello stupro.

 

In realtà non è così. I dati statistici dicono che per esempio in Francia e in Germania gli stupri denunciati sono circa quattro volte più numerosi, in relazione alla popolazione. Naturalmente anche un solo stupro è troppo, ma questo non deve cancellare il fatto che non è vero che essi siano più frequenti da noi che altrove. A questo dato si risponde spesso argomentando che in Italia c’è riluttanza da parte delle donne a denunciare le violenze. Non c’è nessuna ragione e nessun dato che giustifichino questa tesi, ma la solita tendenza all’autodenigrazione nazionale la fa credere fondata. Non è solo un sintomo di autolesionismo, ma un errore che rende più confusa l’analisi del fenomeno e quindi rende più difficile contrastarlo in modo più efficace. Ma a quanto pare c’è chi preferisce deprecare piuttosto che lavorare per impedire o almeno limitare un fenomeno intollerabile.

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