Una malattia nazionale ci rimbambisce

“La polizza antistupro” è l’ennesimo caso di un morbo senza vaccino, quello delle panzane

Una malattia nazionale ci rimbambisce

The Public Domain Review (foto via Flickr)

Anche nel caso delle due ragazze americane a Firenze abbiamo esercitato – “abbiamo” vuol dire i giornali, i commentatori a caldo, i social media – una specialità bizzarra in cui siamo maestri: aggiungere un elemento imbecille alla storia per cambiarla. Attenzione: imbecille ma che sembri scaltro, che defletta l’attenzione dai fatti e crei un clima di sospetto. Questa volta è toccato alla polizza assicurativa antistupro, tirata fuori come spiegazione che prova a gettare una luce diversa su un fatto di cronaca nera: hai capito le due adescatrici, ma siamo mica scemi noi, mica ci caschiamo, l’abbiamo capito subito cosa c’era dietro.

 

E’ una cosa che si ripete spesso. Nel caso dell’assassinio al Cairo dello studente italiano Giulio Regeni c’è per esempio la cosiddetta “pista inglese”: ovvero la responsabilità della morte non cadrebbe sugli egiziani, ma sugli inglesi che nel caso migliore l’avrebbero assoldato come spia. E nello scenario peggiore? Sono stati proprio loro a eliminarlo. Prove per appoggiare queste affermazioni? Nessuna, tranne che Regeni lavorava con istituzioni inglesi, cosa che è perfettamente normale fuori dal mondo dei complottisti ma che nelle basse province dell’internet scatena illazioni sfrenate. Insomma, l’importante è che questo elemento aggiuntivo abbia una qualche parvenza di scaltrezza e malafede: se possiede queste due caratteristiche, attirerà creduloni come sciami di mosche sul miele. Meglio se è una scaltrezza da poco, per niente plausibile, di quelle che si smontano in due secondi, tanto su internet due secondi sono un’eternità. Ma davvero, vi pare che due adolescenti americane in vena di truffe assicurative si tirino dietro due carabinieri?

 

E così rotoliamo sempre più in basso, di strana scemenza in strana scemenza, di panzana indimostrabile in panzana indimostrabile, pronti pure a credere che l’uomo abbia creato i vaccini e debelli malattie come il vaiolo e la poliomielite per dare ricavi alle case farmaceutiche. Ah, ma mica siamo fessi noi.

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Commenti all'articolo

  • patriciovivarelli

    11 Settembre 2017 - 22:10

    Grande redazione!!!10 e lode!!!

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