L'Italia, le piogge e il solito clima

Scaricabarile a Livorno, Raggi accusa il global warming. Rileggere Prodi

L'Italia, le piogge e il solito clima

Il maltempo a Roma domenica (foto LaPresse)

E’curioso vedere come nel volgere di pochi anni eventi simili abbiano spiegazioni così diverse. Appena due anni fa i consiglieri comunali del M5s a Roma, e con loro i leader nazionali del partito di Grillo, accusavano la giunta del sindaco Marino per gli allagamenti che bloccavano la capitale dopo ogni acquazzone. Poi, invece, l’illuminazione: Virginia Raggi ha detto che se domenica Roma era bloccata dalla pioggia e ancora ieri molte strade erano chiuse, è colpa dei cambiamenti climatici, a cui la città non è abituata. Il ritornello è noto, utilizzato dalla politica per non ammettere responsabilità e anzi possibilmente far sentire in colpa i cittadini, dato che il riscaldamento globale, come noto, è causato dalle attività umane.

 

Roma allagata? Per la Raggi è colpa del clima (e delle fogne)

Il sindaco della Capitale si giustifica con l'eccezionalità di quanto accaduto: “La città non è attrezzata per eventi di questa portata e di questa violenza”. Intanto a Ostia negozi e abitazioni sono ancora senza corrente elettrica 

 

L’uscita di Virginia Raggi, in verità, non è poi così diversa dai commenti che hanno accompagnato il devastante viaggio dell’uragano Irma sulla Florida. Negli Stati Uniti, però, non si trova praticamente traccia delle polemiche che da due giorni – ma non è una novità, succede tutti gli anni – politici e amministratori si rinfacciano. Lo scaricabarile di Livorno – dove il sindaco ha incolpato la Protezione Civile di avere diramato soltanto un allarme arancione prima dell’alluvione che ha causato morti e ingenti danni domenica – e i disagi nella capitale – piazze sommerse dall’acqua, tombini mai ripuliti, strade statali chiuse – trattati da principianti, sono segnali inequivocabili dell’incapacità di affrontare problemi complessi se non buttandola in caciara. Ogni anno in questo periodo, da sempre, la nostra penisola è colpita da eventi atmosferici intensi. E ogni anno in questo periodo inondazioni, frane e disagi feriscono la nostra penisola a causa della scarsa prevenzione, della cementificazione e dell’incapacità di prepararsi a eventi conosciuti. Lo stesso vale per gli Stati Uniti, dove da sempre si sa che la prima settimana di settembre rappresenta il periodo di picco per l’intensità degli uragani tropicali.

 

Uragani che – nonostante il famigerato global warming – da anni non colpivano l’America come quest’anno. “Le bombe d’acqua non esistono – ha spiegato ieri al Messaggero Franco Prodi, fisico dell’atmosfera e climatologo di fama internazionale – “L’Italia non è diventata un paese tropicale. Piuttosto bisogna elaborare, ed eventualmente diffondere al pubblico, le immagini da satelliti e radar meteorologici per previsioni a breve termine”. Nowcasting e lavoro di squadra tra meteorologi, idrologi, geologi e Protezione Civile per “mettere in pratica un sistema di allerta e una catena di reazione” che arrivi fino ai cittadini. Forse per la Pubblica amministrazione italiana sarebbe troppo complicato. Molto più facile prendersela con i cambiamenti climatici.

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Commenti all'articolo

  • perturbabile

    12 Settembre 2017 - 16:04

    Non è colpa del cambiamento climatico, è colpa del clima :)

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  • luigi.desa

    12 Settembre 2017 - 14:02

    Raggi è una linguacciuta e grillina per dna .Su tutto ciò che accade di storto a Roma la colpa è sempre degli altri e financo del riscaldamento globale .Quando avra esaurito l'elenco dei responsabili di tanti disastri è certo che accuserà gli alieni.

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  • albertoxmura

    12 Settembre 2017 - 13:01

    Ma come? Non aveva detto il governatore Zingaretti che il global warming porta la siccità? Adesso anche gli acquazzoni. Dunque: se non piove è colpa del cambiamento climatico; se piove è colpa del cambiamento climatico. Oggi pioviggina. Sarà colpa del cambiamento climatico. Ma o piove o non piove. Ergo, a priori, è sempre colpa del cambiamento climatico. E di Trump, che non ha voluto firmare gli accordi di Parigi. Con la sua firma, senz'altro, tutto questo non sarebbe avvenuto. Lo ha detto anche il Papa. Basterebbe ridurre un pochino le emissioni di CO2 e voilà, come per magia, potremmo porre la parola fine a cicloni e persino ai modesti acquazzoni che allagano Roma.

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    • travis_bickle

      12 Settembre 2017 - 15:03

      Il tipico, atavico analfabetismo scientifico in tutto il suo splendore (si fa per dire). Poi avete pure il coraggio di fare i superiori coi grillini e quelli delle scie kimike. Torni a occuparsi di religione e baggianatre simili, sia gentile.

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