Sorpresa! Anche senza Bracciano l'acqua a Roma c'è

Il lago in secca è stato tirato in ballo per tutta l'estate, agitando un'emergenza che non c'è. Alla fine, per quasi tutto il mese di agosto, Acea da li non ha prelevato nemmeno una goccia 

Sorpresa! Anche senza Bracciano l'acqua a Roma c'è

Il lago di Bracciano ad agosto. LaPresse/XinHua

Lo ha confermato anche Virginia Raggi, il lago di Bracciano non era indispensabile per assicurare l'acqua ai romani durante l'estate. Eppure quando a luglio la Regione ha fermato i prelievi si è scatenato un clima da “emergenza”, con l'Acea che ipotizzava di lasciare Roma a secco e Raggi che chiedeva al governo di intervenire per scongiurarne il rischio. Di mezzo si è messo anche il Tribunale delle acque, una sorta di tribunale amministrativo che interviene quando si presentano ricorsi contro provvedimenti in materia idrica. Lo aveva interpellato il sindaco di Roma, per chiedere l'annullamento dell'ordinanza del governatore Nicola Zingaretti. Alla fine della querelle l'Acea ha ottenuto di poter prelevare 400 litri di acqua al secondo per un anno, agosto compreso, una quantità ridotta rispetto all'autorizzazione originaria ma sufficiente a garantire l'erogazione del servizio. Così si è spenta l'emergenza, salvo apprendere oggi che non era l'acqua del lago di Bracciano a fare la differenza. “Tra il 12 agosto e il 3 settembre l'azienda non ha prelevato un solo litro di acqua da Bracciano”, ha detto oggi Raggi, ribadendo quello che già qualche giorno fa aveva comunicato Acea in commissione Ambiente alla Camera.

   

I prelievi però sono ripresi dal 3 settembre, spiega ancora il sindaco, nei limiti accordati dal Tribunale. Esattamente quando l'Acea ha informato i romani rientrati in città dalle vacanze di possibili razionamenti nelle ore notturne, dovuti all'abbassamento della pressione nella rete. Il lago quindi è ancora strategico, ma da come sono andate le cose non sembra essere la causa della paventata emergenza di questa estate. Intanto, visto il livello raggiunto dall'acqua di Bracciano, scesa sotto lo zero idrometrico di 1,83 centimetri, la Regione ha trovato delle alternative per evitare ulteriori prelievi. Così Zingaretti ha autorizzato quattro nuove fonti di captazione alternative che forniranno 240 litri di acqua al secondo. “Faccio dunque un appello al sindaco di Roma, Virginia Raggi, affinché Acea interrompa il prelievo dell'acqua dal lago di Bracciano”, ha detto oggi il governatore del Lazio. E dopo qualche settimana di silenzio sul tema, è di nuovo botta e risposta tra Regione e Campidoglio.

  

"Ha preso il via il piano volto alla riduzione di perdite più ampio e massiccio della storia di Acea", ha annunciato Raggi. L'occasione è stata la conferenza stampa organizzata dal Campidoglio per illustrare “le nuove politiche della gestione delle risorse idriche”, al termine di un'estate a dir poco complicata. La versione del sindaco è che a salvare il lago dai prelievi estivi e i romani dal razionamento sono stati i lavori effettuati da Acea, che hanno permesso di recuperare acqua prima sprecata. “Oltre 1.160 litri di acqua al secondo recuperati”, ha detto elencando tutti i numeri dei lavori. “Abbiamo ispezionato il 98% della rete idrica, controllato 5.290 km, 1.176 perdite segnalate con 849 interventi eseguiti e 447 già programmati”. Un piano da 5 milioni di euro, “una cifra mai spesa per questi obiettivi", che oggi è possibile investire grazie al “cambio radicale di passo” impresso dal Campidoglio e dal nuovo consiglio di amministrazione di Acea. I romani sono avvisati: eventuali disservizi nelle ore notturne dipenderanno dalle riparazioni dei tubi, ma entro fine anno i lavori saranno terminati. Con questo piano "si volta davvero pagina".

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