Il Veneto ritira la moratoria sui vaccini

Dopo quattro giorni dall'approvazione e molte polemiche, la giunta di Zaia ha revocato il decreto che dava due anni di tempo ai genitori per vaccinare i figli prima di iscriverli a scuola 

Il Veneto ritira la moratoria sui vaccini

A meno di una settimana dall'inizio della scuola, il Veneto fa marcia indietro e si allinea al decreto Lorenzin sull'obbligatorietà delle vaccinazioni. La giunta regionale guidata da Luca Zaia ha revocato la moratoria approvata lunedì scorso, che di fatto rimandava al 2019 l'applicazione della legge nazionale dando due anni di tempo ai genitori per presentare la documentazione sui vaccini, necessaria a iscrivere i propri figli a scuola. Il decreto della regione era stato preparato in attesa di ricevere una risposta dalla Corte costituzionale, a cui il Veneto si era rivolto impugnando la legge nazionale, ritenuta ambigua su certi punti. Come quelli relativi ai tempi di applicazione per le iscrizioni dei non vaccinati da zero a sei anni negli asili nido e scuole di infanzia. Ora, spiega in una nota Zaia, "la parola passa al Consiglio di stato", a cui è stato chiesto di dare un'interpretazione alla legge e istruzioni alle regioni.

  

  

"Apprendiamo con soddisfazione la decisione del Veneto di allinearsi alla normativa nazionale", ha commentato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che sarebbe stata pronta a presentare un ricorso contro il provvedimento regionale qualora non fosse stato ritirato. “Se derogano di due anni – aveva avvertito il ministro - si assumono la responsabilità di quello che può accadere in ogni struttura e ai singoli alunni”. Al ministro e alle polemiche ha risposto il governatore della regione Zaia: "Risultano imbarazzanti le polemiche alle quali abbiamo assistito. Il Veneto ha sempre confermato la sua posizione a favore dei vaccini e a difesa del suo modello, unico in Italia, che si basa sulla non obbligatorietà e il dialogo con le famiglie". 

    

La Lorenzin dice che il decreto del Veneto sui vaccini non è sostenibile

All'indomani del varo della moratoria di 2 anni sulla vaccinazione obbligatoria dei bambini, il ministro della Salute ribadisce che senza profilassi "a scuola non si entra". E incassa il sostegno del Pd

  

L'obbligo di vaccinazione secondo la nuova legge riguarda i bambini da zero a sei anni. Entro il 10 settembre prossimo i genitori dovranno presentare ai vari istituti scolastici i documenti che dimostrano di aver vaccinato i propri figli contro poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, morbillo, rosolia, parotite, varicella e Haemphilus influenzae B. In Veneto, secondo i dati 2016 del ministero della Salute, la copertura vaccinale contro il morbillo diminuisce con l'avanzare dell'età dei bambini: fino i 24 mesi è stata pari all'89,19 per cento, fino ai 36 scende all'87,91 per cento e si attesta all'86,61 per cento tra i 5 e i 6 anni.

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Commenti all'articolo

  • lorenzolodigiani

    07 Settembre 2017 - 17:05

    Bravi Zaia e Salvini. Avete fatto una figura che non saprei come definire se non ricorrendo alla parola che evoca il generale Cambronne.

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