La sicurezza non solo percepita

Dai reati agli immigrati: cosa può (ben) dire oggi Minniti agli italiani

La sicurezza non solo percepita

Il ministro dell'Interno Marco Minniti all'incontro "Milano e Italia, sicure e accoglienti"

Il giorno di Ferragosto è tradizionalmente un giorno di lavoro per il ministro dell’Interno. Che ogni anno al Viminale convoca una conferenza stampa per trasmettere agli italiani i numeri aggiornati su ordine pubblico e sicurezza, e comunicare in tal modo ai concittadini l’idea che possono passare una vacanza serena: c’è chi vigila su di loro. Oggi Marco Minniti presiederà una riunione del Comitato nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, alla quale parteciperanno, oltre al viceministro Filippo Bubbico, anche i vertici delle Forze dell’ordine e dell’intelligence. Non perché ci sia una situazione di emergenza particolare, ma perché, nella filosofia del ministro, mettere ordine nelle cose è parte costitutiva del lavoro politico. L’emergenza in realtà c’è, per quanto sopravvalutata dagli opposti estremismi ideologici e dai loro riflessi mediatici: si chiama immigrazione da rimettere in controllo e da iniziare a programmare, si chiamano barconi alla deriva e derive di ong che, a furia di fare supplenza alla mancanza di istituzioni, hanno finito per esercitare un ruolo istituzionale che non è loro.

 

Di che parlerà, Minniti? Potrà dire, ad esempio, che nella difficile situazione si comincia a vedere la fine del tunnel, l’Italia ha iniziato ad applicare un metodo, a coinvolgere meglio gli europei, a dare regole certe e da rispettare per le ong. A mettere ordine tra il principio per cui tutti vanno salvati, ma non tutti accolti o invitati a partire. Così che ad esempio il numero di sbarchi totali nel 2017, da gennaio ad agosto, è inferiore a quello dello stesso periodo 2016, il 2,73 per cento in meno. Ma non ci sono solo i barconi in mezzo al mare, ovvio. E allora il capo del Viminale potrebbe parlare del fatto che un grave fenomeno come il femminicidio è pur sempre, nei primi cinque mesi di quest’anno, in calo: il 40 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E, rispetto al 2011, nel 2016 erano diminuiti dell’11 per cento. Segno che va tutto bene? Certo che no. Ma segnale, forse, che qualcuna delle misure adottate sta iniziando a dare frutto. Mentre l’ultimo rapporto Istat, novembre 2016 ha indicato che “in Europa l’Italia si colloca tra i paesi con la più bassa incidenza di omicidi”. Nel 2016 erano 424 lo scorso anno, ma oggi Minniti potrà annunciare che nei primi sei mesi del 2017 sono stati l’8,7 per cento in meno. Così come i reati in generale: meno 3,6 per cento nei primi sei mesi del 2017. A differenza della temperatura, la maggiore sicurezza per gli italiani non è solo percepita: certezze di Ferragosto.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    15 Agosto 2017 - 18:06

    Al direttore - Quello che potrà dire Minniti deve passare dalla prova del nove. Dio voglia mai accada: qualche affogato proveniente dalle coste libiche. Quella è la prova del nove che potrà dimostrare se abbiamo abbandonato la via dell'imbelle, strumentale, opportunistico "umanitarismo" o se ne siamo ancora succubi. Solo la prova del nove potrà dimostrare se dare regole di comportamento al business delle ONG, resterà un punto fermo o un flatus vocis.

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