Non solo Saviano. L’immigrazione e il linguaggio della menzogna

C'è chi spaccia per nuova Shoah la gestione dei nostri confini

I dati sull'immigrazione del Viminale e le riforme della Grecia. Le notizie del giorno, in breve

foto LaPresse

Roma. L’approccio pragmatico all’immigrazione clandestina, il “metodo Minniti”, gli accordi con la Libia e la sua guardia costiera che compie i blocchi, il faticoso tentativo di gestione dei flussi, la firma di un protocollo di intesa con le ong. Come combattere tutto questo? Manipolando il linguaggio, aumentando il peso di parole e immagini portandole a livelli impossibili da sopportare, dispiegando il paragone storico più eclatante, appellandosi all’inaudito, al mai visto. I migranti sono la “nuova Shoah”. Come ha scritto Pascal Bruckner nella “Tirannia della penitenza”, “è così che diventiamo responsabili retroattivamente degli orrori commessi dai nostri antenati o dall’umanità intera”. Non è soltanto quello che fa Roberto Saviano su Repubblica, accusando Matteo Salvini di “attirare la canaglia razzista”, una bella stimmate. E’ quello che fanno a tamburo battente media e ong.

   

“Quello dei migranti è un Olocausto”, iniziò Furio Colombo sul Fatto Quotidiano. Famiglia Cristiana: “Nell’olocausto dei migranti che avviene quotidianamente nel Mar Mediterraneo”. Le proteste all’hub di Bagnoli, riportate questa settimana dal Corriere della Sera, sono scandite da queste frasi: “Mettiamo fine a questo scempio da campo di concentramento”. Linkiesta ha appena chiamato gli hotspot “campi di concentramento dove mancano solo forni e Zyklon B”, il gas usato dai nazisti per sterminare gli ebrei a Birkenau. Padre Zanotelli questa settimana alla trasmissione “In Onda” su La7: “Sui migranti un giorno diranno di noi quello che noi diciamo dei nazisti e della Shoah”. Il Manifesto ci va giù a raffica: “Crepano nei campi di concentramento della Libia”. E ancora Guido Viale: “Come quello che ha preceduto lo sterminio nazista”. E Alessandro Dal Lago, che paragona le misure sulle ong a “quando la Svizzera chiuse le frontiere agli ebrei in fuga dal nazismo”. Sempre il Fatto Quotidiano la scorsa settimana: “Campi di concentramento gestiti dal governo”. Oxfam Italia, la ong critica dell’accordo del governo Gentiloni con la Libia, parla di “veri e propri lager”. L’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati: “Hotspot? Solo lager”. Se sono “lager”, le autorità italiane e libiche sono “carnefici”. Giorgio Pagano, presidente dell’Associazione Mediterraneo, ha appena detto: “I nostri nipoti, se continuiamo così, forse diranno quello che oggi noi diciamo dei nazisti”. La Repubblica: “L’Olocausto dei migranti”. Moni Ovadia: “La Shoah di oggi? Il Mediterraneo”. Avvenire: “Profughi, l’Europa non ripeta l’errore che fece con la Shoah”. E poi la bella gente dello spettacolo. “Shoah ieri, migranti oggi: Ute Lemper canta per gli invisibili”. A ruota il Pime, il centro missionario di Milano: “La Shoah e i profughi”. “L’Olocausto che si ripete ogni giorno”, dicono le chiese evangeliche d’Italia. E ancora i convegni promossi dalla Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, con interventi di Pietro Grasso, Laura Boldrini e Gad Lerner, uno dei quali tenuto al Binario 21 di Milano, il Memoriale della Shoah che ospita i migranti. Titolo: “L’Europa, la Shoah, la strage nel Mediterraneo”. E richiami all’untermensch, il sub-umano nazista. E’ così che si azzera il dibattito su accoglienza e controlli, diventiamo tutti nazisti, in Libia come in Italia, e un governo italiano che prova a gestire i flussi è “collaborazionista”. E’ la prima volta che in un paese occidentale si chiude ogni discussione sull’immigrazione evocando la Shoah, tara inespiabile. E’ manicheismo: da una parte, i buoni che vogliono “fermare la Shoah” e, dall’altra, i collaborazionisti. Chi si oppone è un “bystander” da anni Quaranta. “Salvare vite umane”, costi quel che costi. Impedire il “nuovo Olocausto”. “Fuck Imrcc” dice la nave dei tedeschi Iuventa. E alla fine, nella foga, ti scappa anche “l’Olocausto palestinese”.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    10 Agosto 2017 - 12:12

    Sganasciamoci per le risate. Anche ai buonisti-accoglienti ogni tanto scappa oltre a emigrazione-migrazione epocale anche invasione. E se è invasione i migranti sono invasori ed allora se nel percorso di invasione se muoiono per strada non possono essere considerati vittime se non in senso molto astratto evangelico buonistico da peccato originale ,nel senso molto originale o stravagante.

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  • enzo.cn

    10 Agosto 2017 - 11:11

    Sorprende come sia potuto sfuggire alle citazioni dell'articolo, il plurieletto e rieletto sindaco di Palermo. Da repubblica.it del primo maggio scorso: “Ci sarà un’altra Norimberga, un secondo processo, e l’Europa sarà accusata di genocidio per come si sta comportando con i migranti. Con la differenza che i nostri nonni potevano dire “non lo sapevamo”, noi no”. Forse la posizione di Leoluca Orlando, insieme al suo successo elettorale, meriterebbe una trattazione separata. Si vedano a tal proposito le osservazioni di Adriano Sofri (Foglio on line del 14 giugno).

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    10 Agosto 2017 - 08:08

    Evidentemente si sta perdendo la memoria.

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  • robyv73

    10 Agosto 2017 - 07:07

    Tutte le anime belle che paragonano il fenomeno migratorio, causato prima di tutto dalla ricerca del benessere materiale e solo in minima parte dalla necessità di scappare da chi ti perseguita, allo sterminio calcolato di milioni di Ebrei, di Zingari, di portari di handicap e di chiunque avesse idee diverse da quelle del regime, prima di tutto offendono la memoria di quei morti e dimostrano di non conoscere minimamente la storia, materia purtroppo bistrattata e destinata ad essere manipolata. Per far tacere le anime belle e riportarle sulla terra il governo dovrebbe immediatamente interrompere i finanziamenti e decretate che chi ospita cittadini stranieri non riconosciuti come aventi diritto all'asilo politico lo fa a sue spese e sotto la sua responsabilità civile, immediatamente quasi tutti butterebero sulla strada le galline dalle uova d'oro che ospitano e dimostrerebbero che l'unica ragione che spinge tante anime belle ad ospitare i migranti sono i milioni di Euro.

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