Fallimento Capitale

Perché Raggi non vuole aprire l’Atac come una “scatola di tonno”. Le dimissioni di Rota consentiranno al M5s di mantenere le clientele. Eppure a Livorno i pentastellati avevano la soluzione

Fallimento Capitale

Foto LaPresse

Roma. Dopo lo scontro con il M5s, Bruno Rota ha abbandonato la guida dell’Atac. Le dimissioni del direttore generale arrivato dall’Atm di Milano per rimettere in sesto la scassata partecipata dei trasporti della Capitale erano in realtà annunciate nelle interviste dei giorni scorsi: “In questi mesi ho preso atto di una situazione dell’azienda assai pesantemente compromessa e minata, in ogni possibilità di rilancio organizzativo e industriale, da un debito enorme accumulato negli anni scorsi”, aveva detto al Corriere. L’uscita di...

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Commenti all'articolo

  • m.pascucci

    29 Luglio 2017 - 11:11

    Riguardo ATAC, penso che l'unica via di uscita sia a questo punto il fallimento, la gestione commissariale e la messa a gara a favore di un nuovo soggetto, cosa comunque resa obbligatoria dal regolamento europeo 1370/2007 a partire da fine 2019. Ho anche firmato il referendum dei radicali per la privatizzazione, pur non avendo molta fiducia nell'efficacia pratica e diretta del referendum stesso (anche se spero di essere in errore), quanto perché penso che questo possa dare un segnale politico. La cosa che mi terrorizza è la possibilità che a (non)gestire questo inevitabile processo di transizione vi sia ancora il M5S, che in teoria dovrebbe governare Roma fino al 2021. Posso solo dire che spero che questi signori implodano nel più breve tempo possibile. Che Dio ce la mandi buona!

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