Gwyneth Paltrow e l'arte di vendere fuffa a caro prezzo

Medicine orientali, femminismo, ossessione per il detox, con un pizzico di rivolta verso l’establishment sono gli ingredienti di Goop, il sito e-commerce dell'attrice americana

Gwyneth Paltrow e l'arte di vendere fuffa (costosa)

Foto LaPresse

Goop è un sito lanciato da Gwyneth Paltrow nel 2008, inizialmente sotto forma di newsletter, concentrato sulla produzione di articoli e sull’e-commerce. I temi principali sono le ricette salutiste, le guide per viaggi non troppo alternativi, indicazioni di moda e di bellezza e consigli per la salute. Questi ultimi hanno aumentato l’attenzione sul portale per le sue tesi controverse e i prodotti venduti come toccasana, ma dalla dubbia efficacia scientifica. Una delle ossessioni di Goop è la cura della vagina, con idee che farebbero preoccupare qualunque medico. Il sito raccomanda getti di vapore sull’organo genitale per “bilanciare i livelli di ormoni”. Paltrow ha spiegato che la pratica “è stata utilizzata nella medicina coreana per migliaia di anni e ha reali proprietà benefiche: se ne traggo giovamento e un sacco di visualizzazioni per la pagina è un win-win”. Sempre per la stessa zona, Goop consiglia (e vende a $ 66) uova di giada o quarzo rosa da inserire nei propri anfratti, per aumentare “il chi (sic), gli orgasmi, il tono muscolare vaginale, l’equilibrio ormonale e l’energia femminile in generale”. Jen Gunter, una ginecologa di San Francisco, ha scritto sul suo blog un post in cui sbugiarda i fantomatici benefici dell’inserirsi sassi nella vagina, aggiungendo che la pratica potrebbe portare a vaginosi o persino a sindrome da shock tossico. Un altro vecchio mito cui Goop ha dato risalto è quello che correla l’uso del reggiseno al tumore: è riportato sul sito di Paltrow da tale Dr. Sadeghi, un guru di medicina alternativa, che si rifà ad un articolo pubblicato nel 1991 da Singer e Grismaijer sull’European Journal of Cancer and Clinical Oncology. Lo studio, non soggetto a peer review, è stato smentito da una ricerca del Fred Hutchinson Cancer Center nel 2014, supportata da numerose fondazioni che si occupano di tumori. La quantità di cialtronate pubblicate su Goop è pressoché illimitata: ci sono anche gli adesivi di Body Pack (a partire da $ 60) per “bilanciare le frequenze energetiche” fatti, dicevano i creatori, “dello stesso materiale che la NASA utilizza per le loro tute spaziali”. Da Cape Canaveral hanno risposto con una pernacchia scientifica, e il sito è stato costretto ad eliminare la frase.

   

Agli sciamani fanno riferimento persone con poca cultura e un bagaglio di disperazione non secondario. Il caso di Paltrow, però, è diverso: il suo personaggio gode di credibilità a livello internazionale, ha vinto un Oscar ed un Golden Globe ed è costantemente sotto i riflettori. Goop nel 2016 ha raccolto tra i $ 15 e i $ 20 milioni di capital venture, organizza “wellness summit” di un giorno (a partire da $ 500) con Cameron Diaz e la stilista Tory Burch e ha recentemente stretto una collaborazione con Condé Nast per la pubblicazione di una rivista cartacea. Il suo pubblico di riferimento sono le quarantenni della classe medio-alta.

  

Viene da chiedersi perché un’attrice famosa riesca a convincere numerose donne a pagare a peso d’oro un sasso da infilarsi nella vagina. Timothy Caufield, docente di legge e medicina presso l’Università dell’Alberta intervistato da Julia Belluz su Vox, spiega che la popolazione è influenzata dalle celebrità, con un impatto misurabile nei comportamenti, anche in quelli commerciali. Questo, accompagnato dall’erosione della fiducia nelle fonti tradizionali di informazione scientifica porta attenzione e guadagni, amplificati dal peso dei vip sui social media. Gli attacchi all’approccio fideistico e irrazionale propagandato dal sito non fanno che rafforzare la convinzione degli adepti ad una vera e propria ideologia che mischia medicine orientali, femminismo, ossessione per il detox, con un pizzico di rivolta verso l’establishment. Un cocktail pericoloso che in Italia conosciamo fin troppo bene.

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