Guida anti retorica al caso Ratisbona

Storia vecchia, accuse deboli, obiettivi noti, mostrificazione assicurata

Guida anti retorica al caso Ratisbona

Un Ratzinger tira sempre e così anche stavolta sulle homepage dei siti avvezzi a scavare nel torbido e nel pruriginoso s’è tirato fuori il nome del fu Papa per dire che il fratello novantatreenne è in qualche modo legato allo scandalo delle violenze e degli abusi praticati sui bambini del celeberrimo coro di Ratisbona dal 1945 ai primi anni Novanta. L’avvocato di grido che ha scavato, interrogato e passato al setaccio quel periodo ieri ha dato i numeri ufficiali del tutto: 547 ragazzini coinvolti, 67 le violenze sessuali.

 

E Ratzinger maiore? “Sapeva e ha taciuto”. Che è una bella differenza rispetto all’essere responsabili di violenze sessuali su minori. Comunque, la storiaccia è vecchia, del rapporto si sa da sette anni, il fratello di Benedetto XVI spiegò tutto, riconobbe d’aver tirato qualche sberla negli anni Settanta – quando anche nelle nostre scuole maestri e preti bacchettavano mani (e non solo) degli infanti scolari e neppure a Oxford, tempio di porridge e cardigan bordeaux, si risparmiavano scappellotti agli studenti più o meno indisciplinati – e ringraziava il Cielo che poi la Germania degli anni Ottanta avesse vietato quella forma di punizione non proprio montessoriana sui bambini.

 

Detto ciò, e auspicato come è giusto che chi ha abusato del ruolo e della psiche dei ragazzini venga adeguatamente punito (se ancora in vita), va anche ricordato il non laterale particolare che allora, quando il caso deflagrò in tutta la sua potenza, la chiesa era in mezzo alla tempesta, con tribunali stranieri che volevano mettere ai ceppi il Papa, con le liste di preti pedofili che venivano divulgate dalla stampa globale e Benedetto – che i colpevoli li dismetteva allo stato laicale senza tante fanfare pubblicitarie (i numeri sono stati forniti dopo la sua renuntiatio) – trafitto come un san Sebastiano dalle folle che invocavano una giustizia giacobina. Lo “scandalo di Ratisbona” si sommava insomma a un menù già corposo di delazioni, vecchie prove riesumate e memorie improvvisamente recuperate (il caso dello sciagurato George Pell, ora accusato anche di stupro in sacrestia, dice qualcosa).

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