La gogna social contro i vaccini

Insulti e rabbia gratuita contro il ministro Lorenzin hanno intasato i commenti al video della conferenza stampa sui vaccini, postato in diretta sulla pagina Facebook di Maurizio Lupi 

La gogna social contro i vaccini

Mario Cartelli/LaPresse

Oltre tremila commenti, 3.618 per la precisione, nel momento in cui scriviamo, di cui più della metà offensivi e minacciosi verso il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rea di aver introdotto l'obbligo delle vaccinazioni per poter effettuare l'iscrizione a scuola. Donne, per la maggior parte, in molti casi mamme, che avvertono il ministro “non avrete mai i nostri figli”. 

 

   

Una gogna social scatenatasi sotto il video pubblicato da Maurizio Lupi sulla sua pagina Facebook, che mostrava la diretta della conferenza stampa in cui il ministro della Salute ha esposto i dettagli del provvedimento, firmato oggi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Da domani il decreto entrerà in vigore, ma per poter iscrivere i bambini a scuola dal prossimo settembre basterà autocertificare l'avvenuta vaccinazione. Ci sarà poi tempo fino al 10 luglio di ogni anno per presentare la copia del libretto vaccinale. Mentre il ministro spiegava le procedure che istituti scolastici e genitori dovranno adottare da ora in avanti, sotto al video fioccavano gli insulti e le minacce.   

   

    

   

   

  

   

   

  

  

  

“Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità”, aveva detto Umberto Eco un paio di anni fa. Una verità, espressa con rabbia e odio, che trasforma tutti in esperti. Così tutti diventano medici, esperti di vaccini e delle malattie infettive. Un esercito di mamma arrabbiate che promette vendetta alle urne, che si chiede come fa la Lorenzin a essere persino mamma, se permette che i bambini vengano vaccinati.

   

   

   

  

   

 

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    09 Giugno 2017 - 01:01

    La stima di De Mauro era benevola. 80 analfabeti funzionali su 100 italiani non teneva conto del completato smantellamento della P.I. da parte dell'attuale ministra (sic).

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