Incendio a Pomezia, la Procura conferma la presenza di amianto

Il procuratore di Velletri Francesco Prete ne ha confermato la presenza all'interno e all'esterno della copertura del capannone della Eco X. Ma non è ancora nota "l'entità della sostanza nociva"

Incendio di Pomezia: trovato amianto, dice la Procura

Foto dalla pagina Facebook del comune di Pomezia

“L'Asl ha rilevato la presenza di amianto sul materiale campionato”: il procuratore di Velletri Francesco Prete ha reso noti i primi risultati degli accertamenti dopo l'incendio nell'impianto di stoccaggio rifiuti Eco X di Pomezia. Il comune ha annunciato che gli ultimi focolai sono stati spenti, ma adesso a preoccupare sono le conseguenze. Certo, quelli comunicati stamattina dall'azienda sanitaria locale sono solo “i primi e parziali esiti delle analisi su campioni, cioè frammenti di lastre ondulate della copertura interna ed esterna al capannone repertati sul sito”. L'amianto è presente, ma l'Asl, spiega il procuratore, non è “ancora in condizione di misurare l'entità di tale sostanza nociva e, di conseguenza, il grado di inquinamento eventualmente generato dal cemento amianto”.


Le autorità amministrative oggi esamineranno i primi risultati, mentre “l'Arpa sta svolgendo verifiche sulla presenza nell'aria di particolato, di diossina e di idrocarburi” per “valutare l'impatto delle emissioni nell'aria e sul suolo e si prevede che nella giornata di venerdì 12 maggio possano pervenire alcuni dati significativi”. A Pomezia proseguono gli interventi di pulizia straordinaria degli edifici scolastici e delle strade, mentre l'Asl Rm6 annuncia che “la fase emergenziale legata al propagarsi della densa nube di fumo può considerarsi al momento superata”, dunque “nel comune non si ravvisano elementi ostativi all'apertura delle finestre negli istituti scolastici per assicurare gli opportuni ricambi d'aria”.


Le immagini dell'incendio a Pomezia

Rogo all'interno di Eco X, un deposito di plastiche, carta e altri materiali riciclati


Marco Lupo, direttore generale dell'Arpa Lazio, a Radio Uno ha spiegato: “Ci risulta che il 90 per cento del materiale stoccato fosse per imballaggi, cioè carta, legno e plastica. Una verifica puntuale però si farà quando si potrà accedere nei luoghi e verificare la presenza di materiali anche diversi”. Per questo ci vuole un po' di tempo in quanto “ci sono dei fenomeni di combustione nella massa dei rifiuti che sono più lenti a cessare del tutto. Saranno i vigili del fuoco a dirci quando accedere in sicurezza ai luoghi”.

Intanto il sindaco di Pomezia, il grillino Fabio Fucci, dice che “bisogna approfondire sulla proprietà dell'azienda e gli eventuali collegamenti che possono esserci con la criminalità. Temo i risvolti di cui le cronache sono pieni, ossia incendi di rifiuti con la criminalità che fa i soldi come può e poi si disfa di tutto”. E ancora: “Se c'è un collegamento tra il rogo alla Eco X e l'attentato incendiario a una sede del comune di Pomezia lo scorso 27 aprile? Ci ho pensato perché le due cose sono avvenute a distanza di così pochi giorni, però è difficile dire se le due cose sono collegate”.

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